Covid-19 Pazienti Oncologici

Le risposte sono unicamente a scopo informativo – non sostituiscono il parere medico. In caso di domande specifiche riguardo situazioni personali, si consiglia di consultare il proprio medico curante.


Come si contrae il COVID-19?

Il COVID-19 si trasmette tramite goccioline contenenti il virus che provengono da tosse o starnuti di persone infette da SARS-CoV-2 (coronavirus). Le goccioline possono essere inalate da persone sane attraverso bocca, naso e occhi. La trasmissione può, inoltre, avvenire per il contatto diretto con le superfici contaminate. Il virus può successivamente entrare all’interno del nostro organismo se si toccano bocca, naso e occhi con le mani.


Quanto tempo intercorre tra l’esposizione di una persona al virus e la comparsa dei sintomi?

Il periodo medio di incubazione, anche inteso come il tempo che intercorre dal momento dell’esposizione a quello della comparsa dei sintomi, è di circa 5 giorni. La stima varia dai 2 ai 14 giorni.


Se si è attualmente in terapia, si è maggiormente a rischio di contrarre il virus?

Le preoccupazioni di contrarre infezioni sono più elevate per i pazienti in trattamento con chemioterapia dal momento che tale trattamento va ad inficiare la capacità di avviare una adeguata risposta immunitaria necessaria a contrastare varie infezioni. Non ci sono differenze, in linea generale, con il COVID-19, ma è importante sottolineare che non si è a conoscenza di come la terapia possa interagire, nello specifico, con il COVID-19. In sintesi, le terapie immunosoppressive sono possibili fattori di rischio.


Se si è subito un intervento chirurgico per neoplasia, è possibile che il virus abbia un effetto diverso?

I pazienti che si sono ammalati più gravemente di COVID-19 sono coloro che hanno presentato problemi cronici, inclusi quelli respiratori. Se si è convalescenti da interventi chirurgici relativamente recenti, potrebbe aumentare il rischio di peggioramento del proprio stato di salute a causa del COVID-19. Allo stesso modo, problemi respiratori cronici derivanti dall’intervento potrebbero costituire un rischio più elevato di peggioramento delle condizioni generali a causa del COVID-19. Inoltre, un trascorso clinico per un intervento chirurgico potrebbe significare una minor capacità polmonare (quantità massima di aria che i polmoni possono inalare) in caso di infezione.


Ci si dovrebbe preoccupare se si è attualmente in terapia con un inibitore della tirosina chinasi per il tumore del polmone, anche se relativamente giovani, in salute e non essendosi mai sottoposti a radioterapia o chirurgia?

Non è noto quali siano le interazioni, nello specifico, tra gli inibitori delle tirosino chinasi e il COVID-19, ma l’esperienza di altre patologie respiratorie virali ha portato a pensare che ricevere un trattamento con inibitori delle tirosino chinasi non dovrebbe aumentare il rischio di ammalarsi di COVID-19. Detto questo, i pazienti oncologici dovrebbero adottare maggiori precauzioni, considerato che non si hanno certezze su come i diversi approcci terapeutici potrebbero influire sui rischi.


Ci si dovrebbe preoccupare se si è stati trattati con l’immunoterapia o se si è attualmente sottoposti a chemioterapia per il tumore del polmone?

Non si sa con certezza. Ognuno di noi deve prestare attenzione in questo momento, indipendentemente dal suo trascorso clinico. I pazienti oncologici dovrebbero adottare ulteriori precauzioni, considerato che non si hanno certezze su come i diversi approcci terapeutici potrebbero influire sui rischi.


Ci si dovrebbe preoccupare se si è stati trattati con radioterapia lo scorso anno ma non si sta attualmente ricevendo alcun trattamento?

Sebbene non si sappia con certezza quale sia l’impatto della radioterapia sull’infezione da COVID-19, le radiazioni potrebbero causare una cicatrizzazione del tessuto polmonare portando a una diminuzione delle funzioni polmonari. Ognuno di noi deve prestare attenzione in questo momento, indipendentemente dal suo trascorso clinico. I pazienti oncologici dovrebbero adottare ulteriori precauzioni, considerato che non si hanno certezze su come i diversi approcci terapeutici potrebbero influire sui rischi.


Si può ancora ricevere il vaccino antinfluenzale o è troppo tardi?

Ci si dovrebbe vaccinare contro l’influenza. Le persone affette da COVID-19 possono ammalarsi a seguito di altre infezioni, perciò ricevere il vaccino antinfluenzale aumenterebbe la loro protezione contro l’influenza.


Qual è l’opinione in relazione all’utilizzo di guanti monouso durante gli spostamenti?

Questo potrebbe portare la persona che indossa i guanti a sentirsi erroneamente più sicura. Indossare i guanti non è generalmente consigliato e, al di là delle rigorose misure precauzionali sui contatti adottate nei contesti ospedalieri, apporterebbe sostanzialmente minor protezione di quanto si possa pensare. È molto più importante essere rigorosi nel lavarsi frequentemente le mani, sia con il sapone sia con il disinfettante, evitando i contatti con il viso ed evitando i luoghi di nota diffusione di COVID-19.


Se si è arruolati in uno studio clinico, è permesso uno spostamento verso un’altra città se necessario?

È consigliabile confrontarsi con il proprio medico e il gruppo di ricerca riguardo a specifici piani di viaggio per la valutazione dei rischi correlati, sia per la salute sia per i trasferimenti.