Cancro al polmone: diagnosi, cause e rischi

Come saprai, il cancro al polmone è una malattia seria che generalmente è causata dal fumo. Tuttavia, anche i non fumatori sono a rischio. Questo perché il cancro al polmone può dipendere da molte sostanze cui una persona può essere esposta nell’arco della vita.

Esistono infatti molte altre cause che indurrebbero un medico a sottoporre a screening una persona anziché un’altra poiché considerata maggiormente a rischio. Dopo lo screening, alcune persone potrebbero dover sottoporsi ad altri esami per permettere al personale medico di formulare la diagnosi corretta e individuare l’approccio terapeutico più indicato nel caso specifico.

Circa 87 000 persone soffrono di cancro al polmone in Italia

Più di 41 000 nuovi casi vengono diagnosticati ogni anno


CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

Il rischio di cancro al polmone può dipendere dal lavoro di una persona o dall’ambiente in cui lo svolge, come miniere, stamperie o alcune industrie tessili.

Tra le altre cause del cancro possiamo includere:

  • l’amianto
  • i minerali radioattivi come l’uranio e il radon
  • l’inalazione di determinate sostanze o composti chimici come ad esempio l’arsenico, i prodotti della combustione del carbone o il cloruro di vinile
  • la sovraesposizione agli scarichi di motori diesel

Fortunatamente, sono state emesse nuove leggi e politiche per proteggere i lavoratori e migliorare la sicurezza sul posto di lavoro. Se lavori in un ambiente di questo tipo, eseguire controlli di routine è sempre una buona idea.


SEGNI E SINTOMI

Ogni caso di cancro al polmone è unico, i sintomi possono variare da paziente a paziente. Per di più, alla comparsa dei sintomi il cancro potrebbe già essere in uno stadio avanzato. Per maggiori informazioni sulle fasi di progressione del cancro al polmone ti rimandiamo alla sezione " Stadiazione del cancro al polmone ".

Nei casi in cui il cancro al polmone viene individuato in uno stadio precoce, spesso è per pura casualità. Può accadere che una persona si stia curando per un altro disturbo o stia facendo un controllo di routine e che il medico noti qualcosa di insolito su una radiografia del torace o a un altro test diagnostico. Quando il cancro al polmone viene diagnosticato così presto, le opzioni terapeutiche disponibili sono di più.

I sintomi del cancro al polmone possono includere, a titolo puramente esemplificativo:

  • una brutta tosse
  • dolore al torace che peggiora tossendo, facendo respiri profondi o ridendo
  • dolore alla spalla, mal di schiena o dolore al petto
  • perdita di peso, inappetenza
  • difficoltà a respirare
  • tosse con espettorato o catarro con tracce di sangue
  • stanchezza
  • respiro sibilante

Rivolgiti sempre al medico se qualcosa ti preoccupa. Saprà come guidarti nelle fasi successive.


LO SCREENING PER IL CANCRO AL POLMONE

Per screening si intendono gli esami effettuati per individuare eventuali segni di cancro al polmone prima che se ne manifestino i sintomi. Se il cancro viene individuato in una fase precoce, le opzioni terapeutiche sono di più e anche le prospettive sono migliori. Al momento, l’unico esame raccomandato per lo screening del cancro al polmone è la tomografia computerizzata a basse dosi (LDTC), una particolare radiografia effettuata con un macchinario che utilizza piccole quantità di radiazioni per ottenere immagini dettagliate dei polmoni.

Le linee guida CDC ( Centers for Disease Control and Prevention) forniscono un aiuto ai medici per individuare le persone a rischio. Tra queste si includono:

  • i fumatori accaniti
  • le persone che attualmente fumano o hanno smesso negli ultimi 15 anni
  • le persone nella fascia di età 55-80 anni

In base alle linee guida CDC, un fumatore accanito è definito come una persona che fuma un pacchetto di sigarette al giorno da 30 anni o due pacchetti di sigarette al giorno da 15 anni. Se una persona rientra nei parametri definiti da queste linee guida, sarebbe opportuno effettuare uno screening per il cancro al polmone.


DIAGNOSI

Se lo screening evidenzia eventuali anomalie, il personale sanitario predisporrà ulteriori indagini. In questo modo sarà possibile formulare una diagnosi più accurata e, se necessario, avviare il trattamento. Di seguito vengono descritti alcuni test diagnostici.

Esame citologico dell’espettorato

Per questo esame viene raccolto un campione di espettorato (muco) quando il paziente tossisce. Una parte del campione viene analizzata al microscopio per verificare la presenza di eventuali cellule anomale. L’esame è utile per individuare eventuali tumoriF localizzati nelle vie aeree.

Tomografia computerizzata (TC)

Detta anche TAC, questo esame è simile a una radiografia ma dura un po’ di più, poiché vengono acquisite numerose immagini da molte angolazioni differenti. Il macchinario utilizzato acquisisce le immagini effettuando un movimento circolare attorno al corpo della persona mentre è sdraiata su un lettino. Generalmente, alla persona che si sottopone all’esame deve essere prima somministrato un mezzo di contrasto (una soluzione che aiuta a ottenere immagini dettagliate dei polmoni e di altri tessuti molli come i linfonodi). Il medico deciderà se somministrare il mezzo di contrasto per via orale o endovenosa. I medici ottengono molte informazioni importanti da questo esame, come la posizione del cancro e le sue dimensioni.

Biopsie

Per esaminare ancora più da vicino la massa anomala individuata, se ne asporta un piccolo campione mediante un ago, un lungo tubicino o durante un intervento chirurgico per poterlo analizzare al microscopio.

Test mutazionali

I test mutazionali (noti anche come profilo molecolare) sono esami molto specifici effettuati per individuare determinate alterazioni nei geni del cancro di un individuo. Per questi esami viene prelevato un piccolo campione di tumore su cui condurre le analisi, al fine di verificare se una terapia farmacologica mirata possa essere efficace contro le specifiche cellule cancerose individuate. Non tutti i tipi di cancro si prestano all’esecuzione di questi test.

Sebbene le opzioni per diagnosticare il cancro al polmone siano molteplici, spesso le équipe mediche distinguono e scelgono una di due procedure, quella invasiva o quella non-invasiva.

  • Le procedure invasive implicano l’apertura di una ferita sulla pelle o l’ingresso di un qualche dispositivo attraverso una cavità corporea, come ad esempio la bocca
  • Le procedure non-invasive sono invece quelle per le quali non sono necessari interventi di questo tipo