Test mutazionale e trattamento

Quando hai il tumore al polmone spesso ti senti come se ti fossi trasferito in un Paese nuovo di cui non parli la lingua, non conosci le abitudini o tradizioni e ti senti perso.

Ecco cosa ha detto una persona affetta da tumore al polmone in merito alla sua diagnosi. Queste e sensazioni simili possono essere anche fin troppo comuni. Per questo motivo abbiamo deciso di fornire alcune informazioni su argomenti che riguardano il tumore al polmone: mutazioni nel tumore al polmone, come identificarle e i relativi trattamenti.


MUTAZIONI

All’interno di ogni cellula del corpo è presente il DNA, che contiene i suoi geni, una sorta di libro di ricette che regola ciò che siamo. Ad esempio, il DNA determina il colore dei capelli o l’altezza, oppure se ci piacciono i dolci o preferiamo i cibi salati.

Grazie alle conoscenze che continuiamo ad acquisire sui geni, abbiamo scoperto vari tipi di mutazioni. Una mutazione genetica è una variazione della struttura del gene. Alcune mutazioni sono innocue. Ad esempio, i ricercatori ritengono che il colore azzurro degli occhi derivi da un antenato comune che possedeva una mutazione genetica. Tuttavia, alcune mutazioni portano alla crescita di proteine difettose, aumentando il rischio di sviluppare alcune malattie come i tumori. Ora, approfondiremo questo tema per comprendere meglio quelle mutazioni che possono aumentare il rischio di sviluppare il tumore al polmone.

I tumori al polmone non sono tutti uguali. Esistono molti tipi diversi di mutazioni. È noto che mutazioni nei geni codificanti il recettore del fattore di crescita epidermico (epidermal growth factor receptor, EGFR), la chinasi del linfoma anaplastico (anaplastic lymphoma kinase, ALK) e le specie reattive dell’ossigeno 1 (reactive oxygen species 1, ROS1) aumentano il rischio di sviluppare o favorire la diffusione di cellule tumorali. Questi tipi di mutazioni fungono da biomarcatori che avvertono il personale medico della presenza di una particolare forma della malattia.

Vi sono molti test che i medici possono eseguire per determinare se il tumore al polmone sia causato da una mutazione specifica. Analizzare le mutazioni sta diventando la terapia standard accettata, per cui, se ancora non si è sottoposto/a a un test, chieda spiegazioni in merito al suo medico. Il test può consistere in un semplice esame del sangue, oppure comportare un maggiore coinvolgimento, come ad esempio una biopsia tissutale, oltre a svariate alternative. Sottoporsi a un test è molto importante in quanto può fornire indicazioni su altre opzioni terapeutiche mirate a tipologie specifiche di tumore al polmone.

Grazie ai test, i medici potranno scoprire se lei possiede una mutazione. In base alla mutazione identificata, il suo medico valuterà una serie di opzioni terapeutiche. Alcuni esempi di tipologie di trattamento comprendono inibitori della tirosin-chinasi (tyrosine-kinase inhibitor, TKI), inibitori di ALK, BRAF e MEK, prodotti immuno-oncologici, chemioterapia o farmaci sperimentali nell’ambito di sperimentazioni cliniche.

La chemioterapia è una combinazione di farmaci che agiscono per uccidere le cellule tumorali impedendone la divisione cellulare. I TKI, insieme agli inibitori di BRAF e MEK, sono farmaci che agiscono sui recettori di una cellula nel tentativo di prevenire o impedire la crescita o diffusione della cellula. I prodotti immuno-oncologici rinforzano il sistema immunitario dell’organismo a combattere meglio uno specifico tipo di tumore. Le sperimentazioni cliniche sono studi di ricerca su trattamenti che hanno superato standard rigorosi, ma che non sono stati ufficialmente approvati dalle organizzazioni sanitarie governative. Il suo medico le potrà fornire ulteriori informazioni sulle sperimentazioni cliniche nel caso in cui diventino un’alternativa adatta a lei, ma il resto della nostra discussione sarà incentrato sulle terapie che agiscono in maniera mirata su determinate mutazioni.

Certo. Diamo uno sguardo alla mutazione di EGFR menzionata in precedenza.

Le cellule, comprese le cellule tumorali, comunicano fra loro e con l’ambiente circostante attraverso dei segnali. Sulla superficie della cellula è presente una proteina chiamata “EGFR”, che agisce come un interruttore che dice alla cellula quando crescere e dividersi per produrre nuove cellule.

Se si verifica una mutazione, l’“interruttore” EGFR si blocca in posizione “acceso”. L’EGFR mutato non riesce a smettere di inviare segnali di crescita alla cellula. Questo fa sì che le cellule si dividano in maniera incontrollata, causando il tumore.

La mutazione di c-MET funziona in maniera molto simile, ma in questo caso è coinvolto il fattore di crescita degli epatociti (hepatocyte growth factor, HGF) piuttosto che il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR).


PROGRESSIONE

Infine, dopo il trattamento iniziale, le cellule tumorali possono sviluppare meccanismi di resistenza alternativi, il test può essere rieseguito e il suo operatore sanitario valuterà eventuali trattamenti alternativi a quello iniziale. Nella maggior parte dei casi questa condizione prende il nome di progressione.

Col tempo, le cellule tumorali possono adattarsi al trattamento ed escogitare delle strategie per aggirare il trattamento. Questa situazione prende il nome di resistenza terapeutica. Una delle strategie con cui riescono a farlo è sviluppare un’altra mutazione genica.

Le cellule tumorali possono diventare resistenti al trattamento, il che significa che il trattamento non riesce più a impedire la crescita delle cellule tumorali. Man mano che il trattamento diventa meno efficace, il tumore inizia a crescere e diffondersi di nuovo; questa è la progressione. Uno dei modi con cui le cellule tumorali diventano resistenti è lo sviluppo di un’altra mutazione genica o una variazione nel gene su cui ha agito il trattamento. Per i pazienti con mutazioni di ALK, la resistenza al trattamento è dovuta spesso anche allo sviluppo di mutazioni secondarie nel gene ALK. Per i pazienti con una mutazione di EGFR, una delle mutazioni che le persone spesso presentano al momento della progressione è la mutazione T790M di EGFR. Quando ciò accade, il recettore/la proteina nelle cellule tumorali si blocca in posizione “acceso”, come lo era quando il tumore ha iniziato a crescere per la prima volta. Inizialmente, la progressione può spaventare, ma può fornire indicazioni per le successive scelte terapeutiche. Sapere il motivo per cui il suo tumore è diventato resistente al primo trattamento aiuterà il suo medico a decidere quale farmaco potrebbe somministrarle successivamente.

È importante che avverta il suo medico se manifesta sintomi nuovi o se si ripresentano alcuni dei sintomi che potrebbe aver manifestato prima del trattamento iniziale. Questi sintomi possono includere dolore al torace, respiro affannoso, mal di testa, tosse continua, difficoltà a mangiare, raucedine o sibilo.

Un diario dei sintomi è un buon modo per seguire i cambiamenti quotidiani nel suo stato di salute e La aiuterà ad organizzarsi con i vari controlli.


TEST

Sono molti i test che possono essere eseguiti per identificare eventuali cambiamenti nelle cellule tumorali. Queste informazioni consentiranno al personale sanitario di sviluppare un piano terapeutico adatto a lei.

Di seguito sono riportati alcuni dei test che il suo medico potrebbe raccomandare per pianificare una strategia.


In che modo posso chiedere al mio medico informazioni sui test?

Chiedere al suo medico informazioni su mutazioni e progressione può comportare stress, ma grazie ai risultati di questi test, il medico potrà individuare il trattamento più adatto a lei.

Può iniziare con domande semplici, del tipo:

  • Il mio tumore è stato sottoposto a un test mutazionale?
  • Per quali mutazioni è stato analizzato il mio tumore?
  • Quali sono i risultati del test?
  • Ci sono altri test che avrei dovuto fare, per sapere tutto sul mio tumore?
  • Come vengono eseguiti questi test?
  • Quali cambiamenti subiranno le mie attuali opzioni terapeutiche in virtù dei risultati dei test?
  • E se i test risultano negativi? Quali saranno i passi successivi?

Se avverte ansia nel porre queste domande, le scriva su un blocchetto per appunti o diario e si assicuri di portarlo con sé quando si reca a un appuntamento. Chiami prima e comunichi al medico o al personale infermieristico che ha delle domande e che potrebbe aver bisogno di più tempo del solito.

Essere preparati è più semplice dopo aver pianificato con il proprio medico come comportarsi in caso di progressione e se i sintomi manifestati durante il trattamento sono stati opportunamente documentati. Potrà così monitorare tutti i cambiamenti, aumentando le probabilità di accorgersi prima di un’eventuale resistenza al trattamento.

Se nota dei cambiamenti, non abbia timore di informare il suo medico e parlare con lui del suo attuale piano terapeutico e valutare i possibili trattamenti futuri. Fate parte della stessa squadra!

È facile farsi sopraffare da tutto ciò...

Può sembrare uno sforzo enorme, che tuttavia può essere gestito in maniera accorta. Per farla semplice:

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Quando riceve la diagnosi, è importante che conosca tutte le mutazioni che potrebbe avere. Conoscere le sue mutazioni le consentirà di collaborare con la Sua squadra di operatori sanitari nel definire il trattamento più specifico adatto a lei.

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Talvolta, però, le cellule tumorali si adattano al trattamento e cambiano tattica. Diventano resistenti ai farmaci. Questa condizione è detta progressione.

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Quando ciò accade, è possibile adeguare il trattamento ai cambiamenti cui vanno incontro le cellule. Insieme al suo medico potrà individuare il piano terapeutico più adatto a lei. Può usare domande come queste per discutere in maniera consapevole con il suo medico:

  • Il mio tumore è stato sottoposto a un test mutazionale?
  • Per quali mutazioni è stato analizzato il mio tumore?
  • Quali sono i risultati del test?
  • Ci sono altri test che avrei dovuto fare, per sapere tutto sul mio tumore?
  • Come vengono eseguiti questi test?
  • Quali cambiamenti subiranno le mie attuali opzioni terapeutiche in virtù dei risultati dei test?
  • E se i test risultano negativi? Quali saranno i passi successivi?

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Sebbene la progressione e apportare modifiche al piano terapeutico possano destare timori, possono anche creare nuove opportunità per ulteriori strategie con cui trattare il suo tumore. Il suo piano potrebbe includere approcci alternativi discussi con il suo medico e altri membri del personale sanitario che a segue, tra cui trattamenti mirati, prodotti immuno-oncologici o chemioterapia, oppure anche un farmaco sperimentale nell’ambito di una sperimentazione clinica.