Craig

Diagnosi nel 2013

Craig è sposato, ha due figli e un cane, Bill. A febbraio 2013 gli è stato diagnosticato un cancro al polmone in stadio IV. Ha un lavoro a tempo pieno, gioca a softball la domenica e una volta a settimana presta servizio come volontario in varie attività nel sociale.

Fai ricerche, vai oltre le statistiche. Non temere di fare domande al tuo medico: è fondamentale che tu abbia al più presto quante più informazioni possibile per comprendere le opzioni terapeutiche a tua disposizione. E non vergognarti di dire agli altri che sei malato: fallo quanto prima.

Queste sono le esperienze, le opinioni e i punti di vista personali delle persone che ti presentiamo in queste storie. Poiché la tua situazione potrebbe essere diversa, potresti non riconoscertici.

IL PERCORSO DI CRAIG CON LA MALATTIA

  • Diagnosi di cancro al polmone in stadio IV a febbraio 2013
  • Diversi cicli di radioterapia a marzo e dicembre 2013
  • Terapia mirata
  • Studio clinico a luglio 2014
  • Embolia polmonare a settembre 2014 - ora in terapia con anticoagulanti
  • Aprile 2015: gli esami mostrano lieve progressione, ma finora la terapia non è stata modificata

Purtroppo in tutta San Diego è presente un solo gruppo di supporto per malati di cancro al polmone. Si riunisce in un giorno infrasettimanale una volta al mese, di pomeriggio, per cui per me non è facile andarci visto che lavoro a tempo pieno.

Gli incontri di persona con altri malati di cancro al polmone finora per me non sono stati molti, più che altro perché non ce n’è stata la possibilità. Tuttavia, ho contattato, tramite il mio blog, un sopravvissuto e incontrarlo di persona di tanto in tanto quando si trovava in città è stata una fantastica opportunità.

Gran parte delle mie comunicazioni con altri malati di cancro al polmone avvengono online: su Facebook o attraverso i blog, o talvolta al telefono.

EMOZIONI

Tirarsi su di morale

Ci sono giorni, soprattutto quando si avvicinano gli esami di controllo, in cui mi prende l’“ansia da scansione”*, qualcosa che tutti i malati di cancro conoscono. Dopo, sempre che i risultati siano negativi, tutto torna come prima, fino ai controlli successivi.

Avere la famiglia e gli amici vicino, e una “famiglia elettronica” a portata di clic, mi ha aiutato molto a mantenere un atteggiamento positivo.

Cerco sempre di vivere secondo la massima “la vita va avanti”, evitando di cambiare il mio modo di vivere. Almeno per quanto riguarda ciò che rientra nel mio controllo.

Ho 500 membri del Rotary, l’intero gruppo sportivo di cui faccio parte, la mia famiglia, gli amici e la rete online di altri sopravvissuti al cancro al polmone: un gruppo di supporto enorme. Naturalmente ho avuto giornate “no”, ma per la maggior parte, grazie a questa solida base, sono stato in grado di cavarmela piuttosto bene.

*L’ansia da scansione è un termine che alcuni malati di cancro usano per descrivere la preoccupazione o l’ansia che provano in vista di un esame, in attesa dei risultati o di una visita medica.

AMICI E FAMIGLIA

Ci ho pensato su e ho deciso consapevolmente di non lasciarmi trascinare a fondo, perché avrei portato tutti gli altri con me, e non volevo che ciò accadesse.

Seguivo i post di un giornalista locale, malato di tumore al cervello, che teneva un blog. Quando mi è stato diagnosticato il cancro, mi sono detto che dovevo fare anch’io la stessa cosa.

Ho visto l’effetto che i suoi post avevano sugli altri. Dai commenti dei suoi follower, mi sono reso conto che il suo blog, oltre ad aiutare lui, era d’aiuto anche a chi lo leggeva.

Questo è stato uno dei motivi per i quali ho deciso di parlare apertamente della mia malattia. Ora praticamente tutti quelli che conosco sanno la mia storia e cosa sto passando. Soprattutto grazie al mio blog, dove possono leggere i miei post e sapere come sto senza sentirsi a disagio nel dovermelo chiedere direttamente. Parlare della mia storia apertamente quasi da subito mi ha aiutato molto.

Il supporto che ho ricevuto è incredibile e ha avuto un effetto enorme sul mio modo di affrontare il tutto.

Ho accettato il fatto che è quello che è e che dovrò affrontarlo. Vivo di giorno in giorno o, in alcuni casi, di sei settimane in sei settimane tra un esame e il successivo.

SALUTE E FITNESS

Ritengo che l’attività fisica sia davvero importante, se non altro, per ridurre i livelli di stress. Gioco a softball in un gruppo locale da quasi 33 anni, quindi ci conosciamo tutti. C’è un cameratismo incredibile. Tutti conoscono bene la mia situazione, visto che ne ho parlato apertamente dal primo momento sul mio blog, e tutti si informano sempre sulla mia salute.

Mi danno un supporto straordinario, e il softball in un certo senso è solo una scusa per socializzare con i ragazzi e, ovviamente, bere una birra insieme dopo la partita.

Vorrei tornare ad allenarmi quotidianamente in palestra ma, lavorando ancora a tempo pieno, ancora non mi sono rimesso in carreggiata.

DIETA E ALIMENTAZIONE

Diciamo che sono sempre stato piuttosto attento, ma non ho mai intenzionalmente seguito una dieta specifica o mangiato solo determinati alimenti.

All’inizio mi facevo un sacco di quei frullati super-sani con cavolo e carote e cose simili. L’ho fatto per circa due settimane, poi ho lasciato perdere. Ho fatto comunque buon uso del mio nuovo frullatore per prepararmi dei fantastici margarita.

Ho comprato un paio di libri di cucina salutare per malati di cancro, ma non li ho neppure aperti.

Quindi, in tutta onestà, non ho cambiato nulla in termini di alimentazione. Non posso dire che non sarebbe giusto farlo ma, come già detto, non mangio male, semplicemente non ho cambiato le mie abitudini. Mi piace ancora mangiare un bel piatto di pasta e bere un bicchiere di vino con gli amici, o una birra con il gruppo di softball.

VIAGGI

Abbiamo avuto la fortuna, ogni anno negli ultimi sei anni, di poter andare alle Hawaii. Quando sono lì, gioco molto a golf, mi concedo i piaceri della buona cucina e del buon bere e tanto relax, cosa di cui ho bisogno.

Dal 2006, durante l’estate facevo volontariato in un campo estivo per bambini – per ironia della sorte, malati di cancro – ma negli ultimi due anni non me la sono più sentita. Avrei dovuto convivere in una casetta assieme a dieci ragazzi di 10 anni per cinque giorni. Mi avrebbe richiesto troppa energia. Ma questa è probabilmente l’unica situazione in cui ho dovuto fare un passo indietro.

LAVORO

I miei colleghi

Li ho informati subito della diagnosi, perché non volevo tenerli all’oscuro lasciandoli a fare supposizioni. Lavoro ancora a tempo pieno, e ho ricevuto dai miei colleghi un sostegno enorme.

Ho preso subito la decisione consapevole di non nascondere nulla. Sono membro del Rotary club di San Diego qui in centro. Più o meno una settimana dopo aver appreso della mia diagnosi, mi hanno chiesto di tenere un discorso motivazionale.

Mi sono ritrovato a parlare davanti a circa 250 persone che mi hanno dato un supporto incredibile, con una standing ovation per tutto il tempo. Sentire la vicinanza di tutte quelle persone è stato straordinario, ma non sarebbe accaduto se non avessi parlato apertamente della mia storia.

L’OPINIONE DI CRAIG

È molto importante sforzarsi per quanto possibile di mantenere una parvenza di normalità, anche se questa nuova normalità è relativa.

Io consiglio di ignorare le statistiche. All’inizio, alla diagnosi, non riesci a farlo. Ma poi ti rendi rapidamente conto che le statistiche sono vecchie di anni e che fanno “di tutta l’erba un fascio”, senza considerare fattori quali l’età o la situazione medica individuale.

Oggi come oggi, le possibilità terapeutiche si succedono così rapidamente che cerco di essere sempre informato sulle ultime scoperte, nella speranza che sarà disponibile un nuovo trattamento quando l’ultimo smetterà di funzionare.

Parla apertamente della tua malattia.

Sei tu che devi prenderti cura di te stesso, quindi non avere timore a porre domande o sollevare dubbi se qualcosa non ti convince quando hai una visita dal tuo medico.

Fai un sacco di ricerche, evita le statistiche, poni tutte le domande che ti vengono in mente ed entra in un gruppo di supporto non appena puoi, sia che si tratti di un gruppo online o di un gruppo locale.

Non abbandonare le speranze e mantieni un atteggiamento positivo. Buttarti giù non aiuta né te né le persone che ti stanno accanto. Un atteggiamento ottimista, invece, attira vibrazioni positive e io sono fermamente convinto che abbia un effetto significativo sul processo di guarigione.

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