Diane

Diagnosi nel 2013

Diane, 68 anni, due figli, vive a Yonkers, New York. Nel 2013 le è stato diagnosticato un cancro al polmone metastatico in stadio IV.

Devi credere nei miracoli, perché avvengono. Io ne sono la prova vivente.

Queste sono le esperienze, le opinioni e i punti di vista personali delle persone che ti presentiamo in queste storie. Poiché la tua situazione potrebbe essere diversa, potresti non riconoscertici.

IL PERCORSO DI DIANE CON LA MALATTIA

  • Diagnosi di cancro al polmone metastatico in stadio IV nel 2013
  • Tre cicli di chemioterapia
  • Terapia mirata da luglio 2013

Sentirsi dire dal medico che ti restano solo due mesi è devastante. Ma non perdere la speranza e vivi il presente giorno dopo giorno, senza guardare troppo in là. Affronta una alla volta ogni piccola sfida.

All'inizio non mettevo in discussione la diagnosi. La gente tende a farlo. Ma via via che andavamo avanti, ho notato che mio fratello e mia figlia non avevano paura di discutere di tutto. E avevano ragione.

Gruppi di supporto

Nei due gruppi di supporto che frequento ora, WhatNext e uno del centro Sloan Kettering, le persone hanno un atteggiamento straordinariamente positivo. Pur riconoscendo che la vita a volte è davvero ingiusta, sono sempre pronte a sostenersi a vicenda incondizionatamente. È di aiuto sapere che qualcuno ha già passato quello che stai vivendo tu o sta attraversando il tuo stesso percorso.

Quando racconto la mia storia, esordisco sempre dicendo che il medico, comunicandomi la diagnosi, mi aveva dato due mesi di vita. E ora, a distanza di più di due anni, sono ancora qui.

EMOZIONI

Credo fermamente nella forza della preghiera. Ma, al di là di questo, l’ultima cosa che faccio prima di coricarmi è pensare a tutte le cose successe durante il giorno per le quali sono grata. Potrebbe essere qualcosa di semplice come il sole che splende o il fatto che qualcuno mi ha portato il giornale. Le piccole cose che ti cambiano la giornata.

Sto imparando anche a comunicare con le persone. Una volta al giorno mi sforzo di essere vicino a qualcuno, ad esempio con una telefonata o con piccole attenzioni. Questo mi fa sentire bene.

Finché non hai il cancro, con tutto quello che comporta, non capisci quanto siano importanti i piccoli gesti, inviare un biglietto d’auguri o una cartolina di ringraziamento.

AMICI E FAMIGLIA

Quando ti ammali di cancro, succede una cosa interessante: le persone accorrono in tuo aiuto quando meno te lo aspetti, o ti evitano come la peste perché non sanno come comportarsi.

Per contro, ho avuto dei vicini che a mala pena conoscevo che mi hanno annaffiato le piante o fatto la spesa per me. Sono cose che scaldano il cuore.

Ho capito che le persone fanno quanto sono in grado di fare, quindi non serve a nulla lamentarsi del fatto che qualcuno non è venuto a trovarti o non ti ha telefonato. Ignoralo e pensa invece a chi è venuto.

Apprezzare di più le persone

Adoro la mia famiglia e gli amici, ma il cancro te li fa apprezzare ancora di più. Ti fa anche guardare alle persone che magari si lamentano di sciocchezze e pensare “Ma cosa ti lamenti a fare?”.

Io faccio un passo dopo l’altro. Per me è facile perché ho un figlio, una figlia, un fratello, un genero, due amici dei tempi del college e una nipote (che, benché piccola, ti dà tanta forza!). È imbarazzante dirlo, ma prima davo per scontato tutto ciò.

Cercare di non farsi prendere dall’ansia

Per natura sono una che si preoccupa. Penso che, attraversando tutto questo, avendo fatto i conti con la morte, dovrei essere in grado di dire “Perché preoccuparsi?”.

Preoccuparsi non aiuta a spazzare via i problemi di domani, serve solo a prosciugare le energie di oggi.

Per questo mi sforzo davvero tanto per combattere l’ansia, ma devo ancora lavorarci su!

SALUTE E FITNESS

Quando ho iniziato a sentirmi meglio, mi sono imposta di andare a camminare. Il primo giorno sono arrivata solo a tre case più in là. Il giorno dopo sono diventate cinque e poi sette, e quando ho raggiunto la fine dell’isolato, è stato come se fosse avvenuto un miracolo.

Quando sono arrivata lì, un’anziana signora che vive dall’altra parte della strada è uscita di casa e mi ha salutato dicendomi “Sono così felice di vederti!”. Anche questo fa tanto bene a livello psicologico.

Non mi piacciono le attività aerobiche, perché non mi piace rimanere senza fiato, ma ho sempre fatto yoga. Penso che l’attività fisica sia indispensabile per superare questo percorso. Anche se a volte devi fare dei cambiamenti, è importante non rinunciarvi.

DIETA E ALIMENTAZIONE

Ti propongono molti cibi salutari, dicendoti che fanno bene, ma io penso che si tratti piuttosto di fare solamente un po’ di attenzione.

Nei gruppi di supporto c’è sempre qualcuno che consiglia qualcosa. Io mi limito a mangiare in modo semplice e sano.

HOBBY E TEMPO LIBERO

Mi piace soprattutto dipingere – mi estranio da tutto il resto e mi immergo completamente in questa attività. Sono così concentrata a fare bene che non penso ad altro.

Devi avere una valvola di sfogo. Qualsiasi cosa, l’importante è che aiuti a distrarti.

Dopo la diagnosi, mi sono avvicinata alla meditazione. Non che mi riesca bene, ma ci provo.

Per quanto mi piaccia stare con la mia famiglia e gli amici, ho bisogno di un po’ di tempo solo per me, tutti ne hanno bisogno. Uno dei luoghi che più mi aiuta a rilassarmi è la spiaggia, l’unico posto al mondo che mi fa sentire libera da qualsiasi responsabilità. Non devo far altro che sdraiarmi e ascoltare l’oceano senza dover per forza pensare o fare.

VIAGGI

Negli ultimi 10-15 anni sono andata una volta all’anno a St. Croix nelle Isole Vergini, è una specie di ritrovo di famiglia. Andiamo tutti là. Ma l’anno in cui mi è stata diagnosticata la malattia, questa tradizione si è interrotta. Nella primavera del 2014 ho deciso di riprovarci. Ero in ansia perché temevo di non farcela, ma alla fine si è rivelato qualcosa che sono in grado di gestire. Sei tu a non pensare di farcela, ma in realtà ce la fai.

Quando ricevi una diagnosi ditumore, non credi che potrai mai riprenderti. Io pensavo che non avrei più rivisto St. Croix e invece è accaduto. Ed è stata una bellissima sensazione!

Nei primi momenti dopo la diagnosi ti senti sopraffatta perché pensi che la vita che conoscevi sia finita, ma non è così. C’è sempre speranza. Inizi ad apprezzare qualsiasi cosa e a vivere appieno la vita.

Vivi ogni giorno al 100% – non lo dico tanto per dire, è quello che fanno i malati di cancro!

LAVORO

Non soltanto per il cancro, ma anche perché ormai sono in pensione c’è una serie di cose che mi piace fare: mi piace dipingere, mi piace leggere, e ora penso di avere diritto a tutto ciò. Devi permetterti di passare da uno stile di vita molto attivo a uno più calmo.

Se qualcuno mi chiede cosa ho fatto oggi, rispondo “Ciò che mi andava”. E alla fin fine si tratta proprio di questo. Devi smettere di danzare al ritmo di altri, devi stabilire il tuo. Riempi le tue giornate di cose che consideri importanti.

IL PUNTO DI VISTA DI DIANE

Quando sono tornata a casa dopo aver appreso della diagnosi, mi sono sentita sopraffare al pensiero di doverlo dire alla mia famiglia.

Mi ci è voluto un po’ di tempo per realizzare che erano abbastanza forti per affrontare la situazione. All’inizio pensavo che la cosa avrebbe riguardato soltanto me, ma non è così.

Quando ti comunicano quella diagnosi, ti senti sola al mondo. Ma in realtà, io ho potuto condividere questo fardello. La famiglia e gli amici ti danno la forza di cui hai bisogno, “mettono in pausa” la loro vita per aiutarti nella tua battaglia.

Ci sono così tante belle cose al mondo: concentrati su queste, e non pensare a quelle brutte!

Può sembrare assurdo, ma io sono grata di questa esperienza, perché mi ha consentito di apprezzare davvero la vita.

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