George

Diagnosi nel 2013

George vive in Virginia con la moglie Linda, che ha 43 anni. La diagnosi di cancro al polmone non a piccole cellule in stadio IV è arrivata nel 2013.

Sforzati di non porre il cancro al centro della tua vita. All’inizio ti senti perso, ma dovresti continuare la tua vita, facendo ciò che ti piace e provando cose nuove. Quello che fai è l’espressione del tuo essere e non dovresti rinunciarci.

Queste sono le esperienze, le opinioni e i punti di vista personali delle persone che ti presentiamo in queste storie. Poiché la tua situazione potrebbe essere diversa, potresti non riconoscertici.

IL PERCORSO DI GEORGE CON LA MALATTIA

  • Diagnosi di cancro al polmone non a piccole cellule in stadio IV nel 2013
  • Chemioterapia
  • Radioterapia
  • Terapie mirate per la mutazione di EGFR

George

In situazioni di difficoltà hai la tendenza a rivolgerti a persone che, per competenza e conoscenze, sono in grado di aiutarti. Nella nostra zona abbiamo diversi centri di specialisti molto in gamba.

È importante che le persone si informino e abbiano le conoscenze necessarie per decidere da sé. È importante cercare e fare riferimento a professionisti affidabili.

Le terapie oncologiche stanno cambiando, non solo velocemente, ma anche radicalmente. C’è più di una buona ragione per essere positivi e credere di poter convivere con questa malattia.

Linda

Rivolgiti a un medico con il quale ti trovi a tuo agio, al quale poter dire praticamente tutto.

Se pensi di averne bisogno, chiedi un secondo consulto.

Una volta il nostro medico ci ha detto: “Vedo buoni progressi e, per quanto posso vedere, andrà bene. Ma, se c’è qualcosa che vorreste fare, non aspettate. Fatela subito.” Mi sembra un buon consiglio.

Non andare mai da solo dal medico. Chiedi a qualcuno di accompagnarti e prendere appunti. In due, sentirete cose completamente diverse. Pensa prima alle domande che vorresti rivolgere al medico – non andare impreparato. Stai alla larga da Internet. Si leggono cose non più attuali – anche se risalgono soltanto a due anni prima. Le cose cambiano a ritmi vertiginosi, quindi non lasciarti travolgere da tutto quello che viene pubblicato.

EMOZIONI

Quando mi sento giù, mi vedo con qualcuno o mi dedico a un’attività. Ti trovi invischiato in un circolo vizioso a livello psicologico, per cui devi fare qualcosa di diverso per interromperlo, sia che si tratti di un’attività fisica o di qualcosa completamente all’opposto come un’attività mentale.

Ogni tanto non guasta commiserarsi un po’, riconoscere che la vita non è come ci si aspettava. Ma usa questi momenti come catarsi.

Inizialmente ti senti impotente, ma puoi recuperare più controllo di quanto pensi.

AMICI E FAMIGLIA

George

Ci ha aiutato molto trovarci con altre persone nella nostra stessa situazione. È importante prendere contatto con un gruppo di supporto, perché fa bene sapere che anche altri hanno i loro “alti e bassi”.

Quello che mi viene sempre da dire alle persone è: “Devi convivere con il cancro, ma il cancro non controlla la tua vita”. Tutte queste cose aiutano, ma non devi cambiare ciò che sei perché ti hanno diagnosticato un tumore.

C’è la tendenza, quando una persona ti dice di avere un cancro, o peggio, un cancro in stadio IV, a preparare un discorso di addio. Non è questo che vuoi fare.

Come qualsiasi altro aspetto della vita, dal modo in cui ti presenti agli altri dipende la loro reazione nei tuoi confronti. Devi chiederti se vuoi essere considerato una vittima del cancro o se vuoi portare avanti le tue relazioni esattamente come prima. Oggi che abbiamo a disposizione più possibilità terapeutiche, trattamenti migliori e più efficaci, è importante che le persone comprendano che possono continuare la loro vita. Racconta del tuo problema, ma non metterlo al centro di ogni cosa.

Linda

Abbiamo conversazioni che non mi sarei mai sognata di avere, anche molto struggenti a livello emotivo. Uno dei pericoli da evitare è allontanare l’altro da te perché non vuoi soffrire. Per riconoscerlo e impedire che avvenga è necessario restare uniti, essere una squadra ed esserci l’uno per l’altro.

Non lasciarti abbattere, non importa quanto è lungo il percorso.

Io faccio affidamento sulla mia famiglia e sugli amici. Ti senti così impotente. Sapere che ci sono giorni no ma anche giorni sì mi è stato molto di conforto.

È come essere sulle montagne russe.

“Life With Cancer” è un programma gratuito offerto dal nostro ospedale. Puoi andare agli allenamenti e ai gruppi di supporto. C’è un’infermiera che funge da referente. Non ci siamo ancora rivolti a lei, ma è comunque qualcuno che possiamo chiamare in qualsiasi momento, che ci aiuterà ad attraversare tutto questo e che può rispondere alle nostre domande.

SALUTE E FITNESS

George

Io cammino. Non sto dicendo che appena ricevuta la diagnosi si debba diventare un maratoneta, ma penso che sia molto importante restare attivi trovando qualcosa di adatto.

Che sia yoga o camminare, ti fa sentire in grado di esercitare un certo controllo sul tuo fisico e di riconoscere che ci sono ancora cose che puoi fare e che ti piace fare. Se prima conducevi una vita sedentaria, cerca di iniziare a fare qualcosa, ma qualcosa che ti piace.

Va bene anche andare per negozi o al cinema. Il cancro può portare le persone a isolarsi, soprattutto subito dopo la diagnosi.

Per me avere un tumore significa vivere la vita che ci è data e scoprire quali cose si è in grado di fare a quale livello.

Io ho scoperto app come MapMyWalk e il braccialetto FitBit. Per me, vedere quale distanza riesco a coprire camminando è una sfida. Tenere traccia dei miei progressi nel tempo è straordinario. Improvvisamente mi rendo conto di quanto sono riuscito a fare. Oltre a essere di grande conforto, fa bene anche al mio equilibrio psichico.

Linda

Cerchiamo di fare tre chilometri ogni giorno. Ti fa sentire in controllo della situazione. Se prima della diagnosi facevi tre chilometri e ora riesci a fare altrettanto, provi un senso di normalità.

Siamo stati a una conferenza dove hanno consigliato la riabilitazione polmonare. Non abbiamo ancora approfondito la cosa, ma penso che avremmo dovuto farlo subito.

DIETA E ALIMENTAZIONE

George

Sto molto più attento alle fibre perché alcuni farmaci inibiscono la motilità gastrointestinale.

Non sento i gusti. Quindi, se dovessi dire che ho cambiato in qualche modo la mia alimentazione, è vero, ho aggiunto le spezie. Non so se mi facciano bene o no, ma il sapore è buono e non mi hanno provocato grandi problemi.

Linda

Il medico ci ha detto che – soprattutto durante la chemioterapia – può mangiare qualsiasi cosa si riesca a trattenere o che solletichi l’appetito. Si devono assumere calorie. Quindi, non bisogna sentirsi in colpa per quello che si mangia in quei periodi. L’importante è mangiare.

VIAGGI

George

Per i viaggi lunghi, cerco sempre di essere vicino a dove voglio recarmi per evitare di sprecare tempo ed energie spostandomi dalla periferia al centro città o dalla città alla campagna.

Ora prendiamo in considerazione l’assicurazione viaggi, anche se al momento sto davvero bene, perché se pianifichiamo un viaggio tra sei mesi e investiamo una discreta somma, vogliamo essere coperti.

Ormai quasi tutte le compagnie di crociera, o simili, offrono l’assicurazione viaggi, ma spesso sotto forma di credito con la società. Non è la soluzione ideale se hai una malattia che potrebbe impedirti di fare un nuovo viaggio.

A me piace molto pianificare una vacanza, mi offre l’opportunità di pregustarmela di più rispetto a prima.

Linda

Anche fare tappe intermedie. Stiamo attenti, quando pianifichiamo il viaggio, a non dover guidare per più di sei ore. Questo è un piccolo cambiamento rispetto al passato.

Non voglio andare in un paese che non fornisce cure mediche di livello eccellente, aperte e a costi accessibili e dove non parlo la lingua del luogo. Queste condizioni hanno cambiato le possibili mete.

In aereo, paghiamo un piccolo sovrapprezzo per avere più spazio per le gambe, cosa che non abbiamo mai fatto prima. Sono 40 o 50 dollari a volo. Non so se sia dovuto all’età o alla malattia!

LAVORO

George

Ciò che mi ha stravolto di più la vita non è stata tanto la diagnosi di cancro quanto più l’essere andato in pensione prima di quanto avessi pianificato.

Mi piaceva molto il mio lavoro e non ci pensavo. Soprattutto per i pazienti con nuova diagnosi di cancro questo è forse il cambiamento più grande.

Ci vuole tempo per farsene una ragione. All’inizio non hai ben chiaro cosa farai. Pensa che dovrai convivere con il cancro, non morire di cancro.

I primi sei mesi circa sono stati i più difficili. Ero irrequieto, leggevo libri, guardavo la TV. Ma c’è un limite a tutto!

Ora che sono venuto a patti con la nuova realtà, leggo di più e mi dedico molto alla fotografia digitale.

Il fatto che Linda lavori è un bene, non voglio che la mia vita ruoti attorno al cancro. Averla qui con me servirebbe solo a rafforzare questa impressione.

Quindi, per ora, il suo lavoro è un modo per mantenere una certa normalità. Ci aiuta a livello psicologico ad affrontare l’impatto della malattia.

Prendi in considerazione il mentoring, il volontariato, oppure insegna ad altri cosa sai fare. Se nella vita hai sempre aiutato gli altri, non è giusto rinunciare ora.

Linda

Amo gli album di foto dei posti che abbiamo visitato.

Non ho più la casa tutta per me! Non sono abituata al fatto che ci sia sempre qualcuno.

Assicurati che i conti siano in ordine. È di grande conforto sapere che, se dovesse accadere qualcosa, hai già sistemato tutto.

IL PUNTO DI VISTA DI GEORGE E LINDA

George

Persino con un cancro in stadio avanzato come il mio, puoi continuare a vivere una vita attiva e felice. Anche se nei primi momenti non lo pensi.

La cosa più positiva di tutte è l’atteggiamento degli operatori. Pensavo che mi sarei sentito solo e invece ho avuto la piacevole sorpresa di vedere tanta positività in queste persone, di ricevere tante attenzioni genuine.

Linda

Non perdere la speranza. Puoi vivere bene e fare esperienze meravigliose, puoi ancora viaggiare e condurre la tua vita proprio come dovrebbe fare chiunque altro: come se questo fosse il tuo ultimo giorno sulla terra.

Nessuno di noi può sapere quando arriverà il momento, ma questo pensiero ti sprona a vivere la tua vita così com’è e sotto certi aspetti è positivo.

C’è ancora una vita da vivere e io sono davvero grata per questo.

Purtroppo, George è mancato nell’agosto 2015. Malgrado la sua perdita, il supporto, l’amore e l’incoraggiamento di George continueranno a vivere, anche qui in La Vita Con. Condividendo le sue esperienze e i suoi suggerimenti pratici, ci ha fatto comprendere davvero cosa significhi vivere appieno la propria vita con un cancro al polmone. Linda, sua moglie, ha espresso il forte desiderio di portare avanti l’eredità di George continuando a sostenere La Vita Con. È stato un onore avere avuto l’opportunità di conoscere George e contribuire a sostenere la causa per la quale si è speso.

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