Lydia

Diagnosi nel 2008

Per Lydia, 59 anni, la diagnosi di cancro al polmone in stadio IV è giunta nel 2008. Vive in Texas.

C’erano tre cose che dovevo fare per stare meglio: aver fede, essere positiva e fare attività fisica. Tutto il resto non aveva importanza. Una volta deciso cosa fare, devi andare avanti e non fermarti.

Queste sono le esperienze, le opinioni e i punti di vista personali delle persone che ti presentiamo in queste storie. Poiché la tua situazione potrebbe essere diversa, potresti non riconoscertici.

IL PERCORSO DI LYDIA CON LA MALATTIA

  • Diagnosi di cancro al polmone in stadio IV nel 2008
  • Diversi cicli di chemioterapia
  • Terapie mirate
  • Molteplici cicli di radioterapia

Quando mi hanno detto che avevo il cancro

per un anno è stato come essere stata travolta da un treno. L’infermiera mi diceva che dovevo evitare lo stress. Ma tutto esulava dal mio controllo – e io sono una persona che ha la tendenza al controllo. Ho dovuto rinunciare a controllare tutto. Ancora oggi non è qualcosa che mi risulta facile.

È molto importante parlare della propria situazione con altri. La testa può fare giri strani, tirando fuori cose che neppure immagini. Pensieri angoscianti.

Altre persone nella stessa situazione

Mi piace dare speranza. Mi piace aiutare le persone, incoraggiarle o pregare con loro. Penso che sia molto utile.

EMOZIONI

Che cosa mi tira su?

Camminare, fare attività fisica, avere un atteggiamento positivo. Sono sempre stata una che punta in alto, una che lavora sodo.

Davvero, la prima cosa che mi aiuta è la fede. Grazie alla fede sono riuscita a vedere il lato positivo. Ho sempre avuto fede, ma mai la fede che ho adesso.

Superare i giorni no

Non posso essere negativa, perché mi impedisce di avere il controllo delle cose. A volte mi sento triste, ma basta che alzi lo sguardo al cielo per dire “OK”.

Ogni giorno è un dono e devo godermelo, non essere depressa, non essere triste. Non ho tempo da perdere così.

AMICI E FAMIGLIA

All’inizio

I miei figli mi vedevano in modo diverso. Ma adesso che sono ancora qui sono tornati a essere quelli di prima.

Avere la famiglia accanto è molto importante.

SALUTE E FITNESS

Anche se ora non si direbbe, prima ero molto atletica!

Ho letto su Inspire di una donna che è riuscita a camminare fino alla cucina. Può sembrare un’inezia, ma per alcuni di noi equivale ad un’impresa. Così ho iniziato a camminare. Mi ha aiutato. Vedi le cose in modo diverso. Vedi gli uccelli, guardi il mondo in maniera diversa.

Ogni giorno mi prefiggo di fare determinate cose e faccio in modo di realizzarle entro la fine della giornata.

DIETA E ALIMENTAZIONE

Sono brava a cucinare, ma non sono brava come nutrizionista!

Dopo la diagnosi, ho iniziato a stare attenta a quello che mangiavo. Poi non riuscivo più a mangiare e allora il medico mi ha detto: “Sarebbe meglio che mangiasse”. Punto. Così ho fatto.

Cerco di mangiare meglio. Cerco ricette in Internet e su Facebook. Dal medico ci hanno dato degli opuscoli dell’American Cancer Society: praticamente dovrei mangiare come un diabetico.

HOBBY E TEMPO LIBERO

Ho una nuora molto creativa, quindi vado da lei e con le mie ragazze imparo a fare dei lavoretti.

Adoro i mercatini svuota-soffitta. Amo trovare cose vecchie, cose nuove e mi piace parlare con altre persone che hanno la stessa passione.

In qualche modo riesco a capire se hanno il cancro, allora parlo loro della mia situazione. Sento qualcosa nei loro confronti e basta che racconti loro la mia storia per ispirarli.

Racconto loro come è iniziata e sottolineo che sono ancora qui. Quando ho letto la prima volta in Internet che mi restava un anno da vivere, sono andata completamente fuori di testa. Adesso che sono al sesto anno dico loro che ricevere una diagnosi di cancro al polmone non vuol dire avere il proprio destino segnato. Bisogna rimanere positivi.

VIAGGI

Prima della diagnosi non ho mai lasciato il Paese.

Da allora, mia sorella mi ha portato in crociera tre volte in Messico e in America Centrale. E ho viaggiato in modo diverso.

Prima avevo paura. Ora, dopo quello che ho passato con il cancro, ho trovato il coraggio di fare tutto almeno una volta.

La spesa

Di solito vado presto, quando non c’è nessuno, perché ho paura che qualcuno possa avere l’influenza. Non vado dove c’è tanta gente.

LAVORO

Quando l’ho scoperto, alcuni dei miei colleghi si sono spaventati e non mi hanno più voluto parlare. Alcuni sono stati molto compassionevoli, la maggior parte di loro fantastici.

Fortunatamente, quando sono andata in pensione, avevo le mie due nipotine cui fare da baby-sitter. So che è per questo che sono ancora qui oggi. Do ancora una mano con loro.

Cerco anche di aiutare altre persone malate, cerco di dire loro ciò che ha fatto stare bene me.

Quando facevo la chemio, ero nella stessa stanza con tutti gli altri pazienti. Ho ascoltato le loro storie, loro hanno ascoltato le mie. Questo scambio mi ha aiutato molto.

IL PUNTO DI VISTA DI LYDIA

Subito dopo la diagnosi non volevo leggere nulla che avesse a che fare con la mia malattia, invece avrei dovuto. Ora voglio sapere tutto quello che posso su questa malattia e non ignorarla.

Informati, sii felice, ama e perdona il prossimo, senza distinzioni. Non devi dimenticare i torti subiti, ma puoi perdonarli.

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