Stephanie

Diagnosi nel 2012

A Stephanie, 53 anni, il cancro al polmone è stato diagnosticato nel febbraio 2012. Vive a Darlington, Carolina del Sud, con il marito e il suo cane. Tra le sue passioni vi sono la pesca e il golf.

Non perdere mai l’ottimismo, a qualsiasi costo. Sii contenta, fiduciosa, fai ciò che vuoi, ridi, canta. Penso sia fondamentale ridere e rimanere allegri. Non perdere l’ottimismo neppure quando il dolore e le cattive notizie ti abbattono. Sarò ripetitiva, ma non conosco modo migliore per dirlo: non perdere l’ottimismo

Queste sono le esperienze, le opinioni e i punti di vista personali delle persone che ti presentiamo in queste storie. Poiché la tua situazione potrebbe essere diversa, potresti non riconoscertici.

IL PERCORSO DI STEPHANIE CON LA MALATTIA

  • Diagnosi di adenocarcinoma in stadio I nel 2012
  • Lobectomia nel 2012
  • Progressione allo stadio IIb
  • Quattro cicli di chemioterapia
  • Progressione allo stadio IV
  • Terapia mirata da dicembre 2012

Ripensando a quello che ho passato, sorrido. Non ero preoccupata delle sostanze tossiche che mi stavano iniettando, non ero preoccupata degli effetti che avevano sul mio corpo, pensavo solo ai miei capelli, una chioma di colore marrone, lunga e fluida. Per me erano l’essenza della mia persona.

Quando, dopo la prima dose di chemio, hanno iniziato a cadere, ho chiesto a un’amica di rasarmi. È stato come prendere atto di quanto stava accadendo e sono diventata più forte. Mi sono detta "che bella testa rotonda". Non mi disturbava affatto essere senza capelli.

Poi hanno iniziato a ricrescere, stavolta bianchi e ricci, e mi sono detta "OK, sono diversi".

Alle persone i miei capelli piacciono. Io ci scherzo su: "Me li ha fatti il mio oncologo". Oppure dico "pettinatura alla chemio", o battute simili.

Non sono i capelli a definirmi, io sono la stessa persona. Questi capelli sono diventati la normalità.

Dopo ogni esame friggevo nell’attesa del risultato.

Preoccuparsi non cambia l’esito dell’esame, serve solo ad abbattere il tuo sistema immunitario e a stressarti. Ora non mi preoccupo più.

Voglio avere il risultato il prima possibile e sapere che va tutto bene, ma non perdo l’ottimismo e mi ripeto che andrà tutto bene. E se non sarà così, prenderò quello che viene.

AMICI E FAMIGLIA

Siamo sempre stati molto uniti, ma credo che questa esperienza ci abbia uniti ancora di più. Penso che entrambi i miei fratelli più giovani fossero molto spaventati, perché io sono sempre stata la sorella maggiore, la “roccia”. Mi sentivo disarmata. Non disperata, disarmata.

Non sapevano cosa fare. Ma quando hanno visto come lottavo contro questa malattia mi hanno detto: “Sei il nostro eroe, vai così, stai andando benissimo.”

Ci sentiamo più spesso per sapere come stiamo. Parliamo. Non lasciamo mai nulla di non detto. Ma non litighiamo, non facciamo drammi. Dì quello che pensi, parla.

SALUTE E FITNESS

Probabilmente percorro a piedi almeno cinque chilometri al giorno. Indosso un contapassi con un allarme e un giorno della settimana scorsa sono arrivata a 16,000 passi. Non è male, sono più o meno dieci chilometri.

Mi metto alla prova e ho sfidato molte persone che conosco. Sono molto competitiva e mi piace essere la numero uno. Andrei ancora oltre se sapessi di poter primeggiare.

Dopo l’intervento, anche soltanto andare dal soggiorno al bagno era una conquista in alcuni giorni. Ora potrei anche uscire domani e tirare qualche calcio a un pallone. Sarei dolorante, ma starei bene. Subito dopo l’intervento pensavo: “Finirà mai tutto questo? Questa tosse, questo dolore?” Ci vuole solo del tempo.

La cosa migliore che mi sia mai accaduta è che ci fosse sempre qualcuno con me mentre, sdraiata sul divano, cercavo di riprendermi. Ma mio marito doveva tornare al lavoro, i miei fratelli dovevano tornare a casa, sarei rimasta sola.

Non volevo rimanere da sola, così ho chiamato le mie amiche e ho chiesto loro: “Posso venire da te lunedì, da te martedì e da te mercoledì?” Per andare a casa degli altri dovevo muovermi, dovevo farlo per me stessa. Quella è stata la svolta, e poi semplicemente mi è venuto naturale.

DIETA E ALIMENTAZIONE

Ero una tipa da McDonald, ordinavo un Happy Meal oppure mi limitavo a cucinare qualcosa di surgelato o già pronto.

Ora cerco di mangiare solo cibi freschi. Evito perfino, se possibile, di acquistare pesce da allevamento, preferendo quello pescato in mare.

Non mangio più carne rossa. Non sono completamente passata al biologico, non ne sono convinta.

Molti dicono di non mangiare zuccheri. Ancora non ci sono riuscita. Il medico mi ha detto che il mio cancro non si nutre di zucchero e che dunque posso concedermelo. E così faccio. Cerco di evitare la carne trattata.

HOBBY E TEMPO LIBERO

Quando stavo veramente male e non potevo giocare a golf un’amica mi ha detto: “Vieni da me, mi fai compagnia mentre cucio.”

Fa delle splendide trapunte e mi ha insegnato come si fanno. Ho imparato a cucire varie cose, che poi regalo.

Realizziamo moltissimi pezzi che doniamo all’ospedale. Faccio piccoli cuscini e abbiamo creato dei copricapi per chi si sottopone a chemio. Essendoci passata, è bello poter ricambiare, so cosa serve. E mi tiene la mente occupata. Facciamo cose e le regaliamo.

Ho iniziato a disegnare. Non immaginavo neppure di essere in grado di farlo. Poi, quando ho iniziato, ho fatto alcuni dipinti a olio e ho seguito un corso... è un gruppo di supporto cui sono arrivata tramite l’ospedale, un corso di arteterapia.

Gioco a bridge con tutte le vecchiette del vicinato. Ci ritroviamo ogni due lunedì. È piuttosto spassoso, loro sono divertentissime.

VIAGGI

Prima, se dovevo affrontare un viaggio di tre ore per andare a trovare la mia famiglia, saltavo in macchina, facevo benzina e guidavo a destinazione senza mai fermarmi.

Ora non più. Mi piace fermarmi lungo il percorso, scoprire qualcosa che non avevo mai visto prima, gironzolare. Più lungo è il viaggio, più soste faccio.

Lunghe distanze

L’unica cosa che devo essere sicura di avere con me sono le mie medicine. Sono la prima cosa che metto in valigia, e ne metto sempre qualcuna in più caso mai ne perdessi.

Volare mi rende molto nervosa. A causa del mio sistema immunitario. Mi ritrovo sistematicamente seduta accanto a uno che starnutisce e tossisce!

Mi lavo le mani scrupolosamente e se dovessi indosserei una mascherina durante il volo, ma finora non è stato necessario.

Se andassi alle Bahamas o lasciassi il paese per fare una crociera o cose simili, prima controllerei le strutture mediche del luogo di destinazione.

Non mi affanno per le cose di poco conto. Non mi interessano, a meno che non sia necessario. È un atteggiamento che si riflette su ogni altro aspetto della mia vita. Prima ero apprensiva, in famiglia lo siamo sempre stati. Adesso semplicemente non ci penso.

LAVORO

Sono andata in pensione per invalidità. Non riuscivo a star dietro al lavoro che avevo.

Solo di recente mi sono sentita abbastanza bene da lavorare un po’. Mi sono fatta ridare la licenza di agente immobiliare e provo a vendere case. Il mercato non è entusiasmante ma mi sto divertendo tantissimo con gli “open house”. Immagino mi si possa definire una lavoratrice autonoma.

Non mi va di starmene con le mani in mano, ho voglia di fare un sacco di cose, ma con la pensione di invalidità non avrei le risorse per farlo. Non potrei alzarmi e andare al lavoro ogni giorno, dalle 8 alle 5, ci sono giorni che non mi sento troppo bene dopo la terapia. Con il mercato immobiliare, sono io a definire gli orari. Amo questa flessibilità, amo lavorare. Mi piace stare con la gente tutto il tempo, incontrare nuove persone.

Devi fare qualcosa di flessibile, perché non puoi prevedere come ti sentirai il giorno dopo.

Mi piace sentire che sto dando qualcosa. Non me ne sto semplicemente seduta da qualche parte a oziare; probabilmente non gioverebbe al mio buon umore. Non mi va di trascorrere troppo tempo in Internet o troppo tempo a pensare.

Il punto di vista di Stephanie

Su Internet non leggo nulla che risalga a più di tre mesi prima. Mi informo su qualsiasi studio, qualsiasi sperimentazione clinica. All’inizio mi limitavo a 10 minuti al giorno. Ora ci sono determinati siti che visito regolarmente e che leggo con estrema attenzione.

Nella mia vita non c’è solo il cancro. Ci sono mio marito, la mia famiglia, il mio cane, il golf. Non vi dirò in che ordine!

La prima cosa che faccio ogni giorno è andare su Inspire.com e Whatnext.com.

Su WhatNext posso partecipare a diversi sondaggi e altre iniziative che possono essere di aiuto a qualcuno. Forse è per questo che sono ancora qui. Compilo un questionario o un modulo e aiuto qualcuno.

Inspire.com è un po’ più specifico. Puoi inserire tutti i tuoi dettagli e il sito ti indirizza a un gruppo di supporto online dove tutti stanno vivendo esattamente la stessa cosa che hai vissuto tu.

Trovo molto gratificante anche solo parlare con le persone, anche quando vado a fare la chemio.

Racconto loro un po’ della mia storia, che è una storia di speranza, ed è bellissimo vedere i loro volti illuminarsi.

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