Amici e Famiglia

Contributi di

Queste sono le esperienze, le opinioni e i punti di vista personali delle persone che ti presentiamo in queste storie. Poiché la tua situazione potrebbe essere diversa, potresti non riconoscertici.

Alessandro
Caregiver

AMICI E FAMIGLIA

Ero in una fase transitoria della mia vita quindi hanno preferito non avvisarmi subito. Mio padre mi ha detto “ti devo parlare” ed ho capito immediatamente che c’era qualcosa che non andava.

Ho impiegato un po’ di tempo per immagazzinare la notizia; inizialmente è davvero difficile: è di tua madre che si sta parlando. Io sono figlio unico, c’è sempre stato un rapporto madre-figlio molto forte tra noi: è un tipo di legame che nessuno potrà mai spezzare, lo vedo con mio figlio e la mia compagna. Ho avuto la fortuna che mio padre mi sia stato molto vicino. È forte. Quando ci sono queste grandi problematiche esser forte davanti al paziente è più difficile perché continui a pensare: se mollo io, la barca affonda.

Spesso in ospedale mio padre si ritrovava a passare del tempo con altre persone che erano lì per accompagnare i loro cari. Nel suo gruppo, erano quattro mariti; si riunivano e parlavano del momento che stavano vivendo, si parlava della vita reale, di ciò che veramente implicava quella situazione.

Craig
DIAGNOSI NEL 2013

AMICI E FAMIGLIA

Ci ho pensato su e ho deciso consapevolmente di non lasciarmi trascinare a fondo, perché avrei portato tutti gli altri con me, e non volevo che ciò accadesse.

Seguivo i post di un giornalista locale, malato di tumore al cervello, che teneva un blog. Quando mi è stato diagnosticato il cancro, mi sono detto che dovevo fare anch’io la stessa cosa.

Ho visto l’effetto che i suoi post avevano sugli altri. Dai commenti dei suoi follower, mi sono reso conto che il suo blog, oltre ad aiutare lui, era d’aiuto anche a chi lo leggeva.

Questo è stato uno dei motivi per i quali ho deciso di parlare apertamente della mia malattia. Ora praticamente tutti quelli che conosco sanno la mia storia e cosa sto passando. Soprattutto grazie al mio blog, dove possono leggere i miei post e sapere come sto senza sentirsi a disagio nel dovermelo chiedere direttamente. Parlare della mia storia apertamente quasi da subito mi ha aiutato molto.

Il supporto che ho ricevuto è incredibile e ha avuto un effetto enorme sul mio modo di affrontare il tutto.

Ho accettato il fatto che è quello che è e che dovrò affrontarlo. Vivo di giorno in giorno o, in alcuni casi, di sei settimane in sei settimane tra un esame e il successivo.

Dann
DIAGNOSI NEL 2006

AMICI E FAMIGLIA

Ho fatto un grande sforzo per avvicinarmi ancor più a loro. Ad esempio con le mie nipoti. Per Natale ho chiesto a ciascuna di trascorrere una giornata solo con me. Siamo usciti insieme e abbiamo fatto un sacco di cose. Ora, a distanza di più di un anno, custodisco come un tesoro il ricordo di quelle giornate. Per questo motivo, quest’anno ho fatto loro la stessa proposta ed entrambe attendono con impazienza questo momento.

Ci sono tanti aspetti negativi del cancro, ma direi che per me il 95% circa sono stati davvero positivi. Il mio rapporto con la mia famiglia e i miei amici è uno di questi.

Molto dipende dal fatto che io cerco di coinvolgerli e sono molto più onesto su quella che è la situazione effettiva. Condivido con loro le mie paure, parlo di ciò che mi fa stare bene, delle mie speranze, della prossima terapia, faccio battute. E ciò che ricevo in cambio da loro è amore. Oltre le mie aspettative. Mi sono reso conto che si preoccupano per me più di quanto avessi immaginato.

Alcuni giorni dopo che mi è stata comunicata la diagnosi ho detto a mia moglie: “Promettiamoci di non nasconderci mai nulla, quello che ci diranno i medici o ciò che ci preoccupa”. In quasi nove anni di malattia è stata una promessa talvolta difficile da mantenere, perché io volevo proteggere lei e lei voleva proteggere me. Ma ogni volta che l’ho mantenuta, tutto ha funzionato molto meglio.

È un percorso troppo difficile da affrontare da soli. Hai davvero bisogno di avere accanto a te le persone cui vuoi bene.

Il mio blog

Quando si prova dolore fisico e non si è in grado di liberarsene, è più difficile essere positivi. Ma parlarne con altri aiuta. Anche solo scrivendo il mio blog per raccontarlo, scherzandoci un po’su, inizio a sentirmi meglio.

Le persone non hanno idea della differenza che fanno quando intervengono sul blog. Anche un post di poche parole può essere ciò che mi spinge ad andare avanti quel giorno.

Deena
DIAGNOSI NEL 2012

AMICI E FAMIGLIA

I miei rapporti personali sono cambiati, soprattutto con i miei figli. Hanno visto una crepa nella loro mamma che non si sarebbero mai aspettati di vedere. In questo momento sono più fragile che mai. Io sono sempre stata quella forte, il “sergente”. Non ho mai avuto problemi di salute. La diagnosi ci ha colto tutti di sorpresa.

I miei nipoti vivono un po’ lontano da qui e prima non ci vedevamo molto spesso. Ora, invece, non perdiamo l’occasione per farlo. Anche quando hanno organizzato la festa di compleanno per nostra nipote e al fratello è venuta la febbre, mentre tutti gli altri hanno deciso di stare alla larga dalla casa “appestata” noi siamo andati lo stesso. Volevo essere con lei in quell’occasione ed essere presente a tutte le feste di compleanno alle quali vorrà invitarmi.

Parlare di cancro al polmone

In generale è un argomento tabù, e i tuoi amici non ne vogliono parlare. È un fenomeno interessante,

In gran parte legato alla stigmatizzazione: ho conosciuto persone che non si sognerebbero mai di dire che hanno avuto il cancro al polmone, perché la sentono come una colpa inconfessabile. E questo è sbagliato. Nessuno merita di sentirsi così. I malati di cancro al polmone hanno bisogno di ricevere supporto e strumenti per affrontare ciò che stanno passando proprio come chiunque altro, se non di più.

Diane
DIAGNOSI NEL 2013

AMICI E FAMIGLIA

Quando ti ammali di cancro, succede una cosa interessante: le persone accorrono in tuo aiuto quando meno te lo aspetti, o ti evitano come la peste perché non sanno come comportarsi.

Per contro, ho avuto dei vicini che a mala pena conoscevo che mi hanno annaffiato le piante o fatto la spesa per me. Sono cose che scaldano il cuore.

Ho capito che le persone fanno quanto sono in grado di fare, quindi non serve a nulla lamentarsi del fatto che qualcuno non è venuto a trovarti o non ti ha telefonato. Ignoralo e pensa invece a chi è venuto.

Apprezzare di più le persone

Adoro la mia famiglia e gli amici, ma il cancro te li fa apprezzare ancora di più. Ti fa anche guardare alle persone che magari si lamentano di sciocchezze e pensare “Ma cosa ti lamenti a fare?”.

Io faccio un passo dopo l’altro. Per me è facile perché ho un figlio, una figlia, un fratello, un genero, due amici dei tempi del college e una nipote (che, benché piccola, ti dà tanta forza!). È imbarazzante dirlo, ma prima davo per scontato tutto ciò.

Cercare di non farsi prendere dall’ansia

Per natura sono una che si preoccupa. Penso che, attraversando tutto questo, avendo fatto i conti con la morte, dovrei essere in grado di dire “Perché preoccuparsi?”.

Preoccuparsi non aiuta a spazzare via i problemi di domani, serve solo a prosciugare le energie di oggi.

Per questo mi sforzo davvero tanto per combattere l’ansia, ma devo ancora lavorarci su!

Emily
NED (NESSUNA EVIDENZA DI MALATTIA) DA DUE ANNI

AMICI E FAMIGLIA

Dal punto di vista delle relazioni, sono cambiate tutte, ma per noi si è trattato perlopiù di un cambiamento in positivo.

I miei rapporti con tutti i miei amici e familiari si sono rinsaldati, ma le persone affrontano le cose in modi diversi. Alcune sono più che contente di aiutare da lontano, altre te le ritrovi alla porta e già ti stanno chiedendo cosa possono fare per darti una mano. In entrambi i modi, ti danno un aiuto incredibile.

Molte persone sostengono che, dopo una diagnosi di cancro, si capisce quali sono i veri amici. Noi abbiamo capito che i nostri amici erano persino più veri di quanto pensassimo!

Convivere con il cancro e ricevere il supporto della nostra cerchia di amici e di familiari ci ha aiutato ad apprezzare tutti ancor di più. Non che non li apprezzassimo prima, ma siamo davvero ma davvero tanto riconoscenti per il modo in cui si sono precipitati per starci vicino o farci sapere che ci erano vicini.

George
DIAGNOSI NEL 2013

AMICI E FAMIGLIA

George

Ci ha aiutato molto trovarci con altre persone nella nostra stessa situazione. È importante prendere contatto con un gruppo di supporto, perché fa bene sapere che anche altri hanno i loro “alti e bassi”.

Quello che mi viene sempre da dire alle persone è: “Devi convivere con il cancro, ma il cancro non controlla la tua vita”. Tutte queste cose aiutano, ma non devi cambiare ciò che sei perché ti hanno diagnosticato un tumore.

C’è la tendenza, quando una persona ti dice di avere un cancro, o peggio, un cancro in stadio IV, a preparare un proprio discorso di addio. Non è questo che vuoi fare.

Come qualsiasi altro aspetto della vita, dal modo in cui ti presenti agli altri dipende la loro reazione nei tuoi confronti. Devi chiederti se vuoi essere considerato una vittima del cancro o se vuoi portare avanti le tue relazioni esattamente come prima. Oggi che abbiamo a disposizione più possibilità terapeutiche, trattamenti migliori e più efficaci, è importante che le persone comprendano che possono continuare la loro vita. Racconta del tuo problema, ma non metterlo al centro di ogni cosa.

Linda

Abbiamo conversazioni che non mi sarei mai sognata di avere, anche molto struggenti a livello emotivo. Uno dei pericoli da evitare è allontanare l’altro da te perché non vuoi soffrire. Per riconoscerlo e impedire che avvenga è necessario restare uniti, essere una squadra ed esserci l’uno per l’altro.

Non lasciarti abbattere, non importa quanto è lungo il percorso.

Io faccio affidamento sulla mia famiglia e sugli amici. Ti senti così impotente. Sapere che ci sono giorni no ma anche giorni sì mi è stato molto di conforto.

È come essere sulle montagne russe.

“Life With Cancer” è un programma gratuito offerto dal nostro ospedale. Puoi andare agli allenamenti e ai gruppi di supporto. C’è un’infermiera che funge da referente. Non ci siamo ancora rivolti a lei, ma è comunque qualcuno che possiamo chiamare in qualsiasi momento, che ci aiuterà ad attraversare tutto questo e che può rispondere alle nostre domande.

Janet
DIAGNOSI NEL 2011

AMICI E FAMIGLIA

Alcuni amici sono venuti a trovarmi. Altri, che in alcuni casi stavano affrontando anch'essi il cancro o una grave malattia in famiglia, evidentemente hanno ritenuto che fosse troppo stressante stare con qualcuno che era davvero malato. Alcune persone hanno stentato a capire che, benché non sembri malata, faccio comunque fatica a fare determinate cose.

Mi è capitato di trovarmi con gruppi di amici e di leggere sui loro volti un’espressione del tipo “Oh, mi dispiace tanto”. Dopo un po’ mi sono stancata di vederla. So che il loro dispiacere era sincero e che davvero si preoccupavano per me, ma a volte volevo solo avere una vita normale e non pensare al cancro.

Lydia
DIAGNOSI NEL 2008

AMICI E FAMIGLIA

All’inizio

I miei figli mi vedevano in modo diverso. Ma adesso che sono ancora qui sono tornati a essere quelli di prima.

Avere la famiglia accanto è molto importante.

Marc
DIAGNOSI NEL 2011

AMICI E FAMIGLIA

Probabilmente io e mia moglie ci siamo avvicinati. So che si preoccupa per me ogni giorno, 24 ore su 24.

Per quanto riguarda gli amici: pensavo che alcuni che mi erano molto vicini si sarebbero fatti avanti per aiutarmi, ma non sempre è stato così.

Ho invece scoperto che, a volte, persone che nemmeno conosci all’improvviso diventano i tuoi nuovi migliori amici.

Fondamentalmente le persone che mi stanno vicino sono i miei familiari più stretti: tutti si sono fatti avanti o hanno cercato di aiutare quanto meglio potevano.

Richard
DIAGNOSI NEL 2004

AMICI E FAMIGLIA

La mia diagnosi ha cambiato i miei rapporti con tutti quelli che fanno parte della mia vita.

Ho amici che adesso mi chiamano tutti i giorni. La mia diagnosi, la malattia, sono più difficili da affrontare per gli amici e la mia famiglia che per me. Loro possono solo guardare.

Ci siamo avvicinati tutti molto di più per questa cosa. Ma tutti viviamo in attesa del prossimo esame.

Non cambierei la mia vita con quella di nessun altro. Per quanto possa sembrare assurdo, queste relazioni sono così importanti per me da portare la mia vita a un livello differente.

Stephanie
DIAGNOSI NEL 2012

AMICI E FAMIGLIA

Siamo sempre stati molto uniti, ma credo che questa esperienza ci abbia uniti ancora di più. Penso che entrambi i miei fratelli più giovani fossero molto spaventati, perché io sono sempre stata la sorella maggiore, la “roccia”. Mi sentivo disarmata. Non disperata, disarmata.

Non sapevano cosa fare. Ma quando hanno visto come lottavo contro questa malattia mi hanno detto: “Sei il nostro eroe, vai così, stai andando benissimo.”

Ci sentiamo più spesso per sapere come stiamo. Parliamo. Non lasciamo mai nulla di non detto. Ma non litighiamo, non facciamo drammi. Dì quello che pensi, parla.

Susan
DIAGNOSI NEL 2011

AMICI E FAMIGLIA

La mia malattia ci ha avvicinati. Mio marito è stato incredibile. Mi ha aiutato come mai avrei creduto, davvero. Ha preso in pugno la situazione, ma stiamo insieme da 49 anni, quindi non sono sorpresa che lo abbia fatto, solo è dura avere una moglie malata di cancro. È stato difficile dirlo ai miei figli, ma mia figlia soprattutto è quella che si è informata di più, che ha fatto più ricerche.

Anche con gli amici il rapporto è diventato più stretto. Non ho taciuto nulla.

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