Emozioni

Contributi di

Queste sono le esperienze, le opinioni e i punti di vista personali delle persone che ti presentiamo in queste storie. Poiché la tua situazione potrebbe essere diversa, potresti non riconoscertici.

Alessandro
Caregiver

EMOZIONI

In un modo o nell’altro si deve accettare: prima lo si accetta, meglio è.

Mi immedesimo molto negli altri e penso che l’aspetto psicologico in una malattia del genere sia importante, molto importante. L’accettazione della malattia secondo me è fondamentale. Lei è stata aiutata ma il tempo è stato essenziale dal mio punto di vista.

Craig
DIAGNOSI NEL 2013

EMOZIONI

Tirarsi su di morale

Ci sono giorni, soprattutto quando si avvicinano gli esami di controllo, in cui mi prende l’“ansia da scansione”*, qualcosa che tutti i malati di cancro conoscono. Dopo, sempre che i risultati siano negativi, tutto torna come prima, fino ai controlli successivi.

Avere la famiglia e gli amici vicino, e una “famiglia elettronica” a portata di clic, mi ha aiutato molto a mantenere un atteggiamento positivo.

Cerco sempre di vivere secondo la massima “la vita va avanti”, evitando di cambiare il mio modo di vivere. Almeno per quanto riguarda ciò che rientra nel mio controllo.

Ho 500 membri del Rotary, l’intero gruppo sportivo di cui faccio parte, la mia famiglia, gli amici e la rete online di altri sopravvissuti al cancro al polmone: un gruppo di supporto enorme. Naturalmente ho avuto giornate “no”, ma per la maggior parte, grazie a questa solida base, sono stato in grado di cavarmela piuttosto bene.

*L’ansia da scansione è un termine che alcuni malati di cancro usano per descrivere la preoccupazione o l’ansia che provano in vista di un esame, in attesa dei risultati o di una visita medica.

Dann
DIAGNOSI NEL 2006

EMOZIONI

È importante fare cose che ti fanno sentire di avere il controllo. Una diagnosi di cancro al polmone ti fa sentire impotente, ma ci sono cose che puoi controllare.

L’attività fisica è una di queste. È un toccasana per l’umore. Poi è anche utile fare tutto ciò che si può per avere voce in capitolo sulle terapie, come scegliere il medico o chi coinvolgere nel trattamento.

Mi è capitato in un paio di occasioni di andare alle visite da solo, ma è stato molto più stressante. È importante avere qualcuno che ti accompagni e stia con te in quei momenti.

Vivo molto più intensamente e sono molto più consapevole delle mie sensazioni. La gratitudine per tutto quanto mi circonda è cresciuta in maniera esponenziale. Avere attenzione per le piccole cose, come fermarsi a sentire il profumo dei fiori, non è solo un luogo comune. Io lo faccio, mi fermo a odorare i fiori, mi fermo e apprezzo le parole che mi ha rivolto la mia segretaria mentre passavo o sono felice perché fuori c’è il sole.

Sono molte di più le cose che apprezzo.

Deena
DIAGNOSI NEL 2012

EMOZIONI

Parlare agli altri della tua esperienza aiuta, ti fa sentire bene fare qualcosa.

Quando ti senti comunicare una diagnosi come quella di cancro, devi anteporre te stesso a tutto il resto. Devi ascoltare il tuo corpo.

Io sono diventata più consapevole del fatto che la vita è un dono prezioso e devi godere di qualunque momento, nel mio caso del tempo che trascorro con i miei nipoti. Non sai mai cosa ti aspetta dietro l’angolo, e noi non vogliamo perdere nessuna occasione.

Non dare niente per scontato!

Diane
DIAGNOSI NEL 2013

EMOZIONI

Credo fermamente nella forza della preghiera. Ma, al di là di questo, l’ultima cosa che faccio prima di coricarmi è pensare a tutte le cose successe durante il giorno per le quali sono grata. Potrebbe essere qualcosa di semplice come il sole che splende o il fatto che qualcuno mi ha portato il giornale. Le piccole cose che ti cambiano la giornata.

Sto imparando anche a comunicare con le persone. Una volta al giorno mi sforzo di essere vicino a qualcuno, ad esempio con una telefonata o con piccole attenzioni. Questo mi fa sentire bene.

Finché non hai il cancro, con tutto quello che comporta, non capisci quanto siano importanti i piccoli gesti, inviare un biglietto d’auguri o una cartolina di ringraziamento.

Emily
NED (NESSUNA EVIDENZA DI MALATTIA) DA DUE ANNI

EMOZIONI

Quando hai 28 anni e ti trovi a fare i conti con la morte, apri gli occhi e sei più attenta a tutte le piccole cose belle che ti circondano. Penso di essere maturata un po’ a livello emotivo, e mi concentro di più sull’essenziale. Sono sempre stata una persona positiva, ma lo sono diventata ancor di più, perché ho fame di tutto e voglio godere appieno della vita che mi è stata data.

George
DIAGNOSI NEL 2013

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Quando mi sento giù, mi vedo con qualcuno o mi dedico a un’attività. Ti trovi invischiato in un circolo vizioso a livello psicologico,per cui devi fare qualcosa di diverso per interromperlo, sia che si tratti di un’attività fisica o di qualcosa completamente all’opposto come un’attività mentale.

Ogni tanto non guasta commiserarsi un po’, riconoscere che la vita non è come ci si aspettava. Ma usa questi momenti come catarsi.

Inizialmente ti senti impotente, ma puoi recuperare più controllo di quanto pensi.

Janet
DIAGNOSI NEL 2011

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Ci sono stati giorni difficili. Generalmente cerco di essere ottimista, ma ci sono stati giorni in cui semplicemente non potevo esserlo.

Mettere per iscritto cosa provo è un modo per sentirmi meglio. Tenere un blog è stato un buono sfogo: sia scrivere i miei post che leggere quelli di altre persone malate e di chi li assiste.

Mi è stato d'aiuto poter scrivere su forum online di pazienti: “Ehi, questo è uno di quei giorni, ho bisogno di parlare, di buttare fuori i pensieri negativi.”

Con alcuni del forum ho instaurato un rapporto più personale, con loro posso parlare in privato anziché nella chat pubblica, se non voglio condividere le mie emozioni negative con tutti.

Un po’ di attività fisica (come una pedalata lenta su una cyclette o dello yoga leggero), o semplicemente cucinare un piatto semplice ma sano, mi hanno dato l’impressione di poter fare qualcosa per la mia malattia. Queste attività mi hanno aiutato a sentirmi meglio.

Forse il problema maggiore per me, come per gli altri malati di cancro al polmone, è la perdita di controllo sulle nostre vite. Il cancro ti fa realizzare di non avere davvero alcun controllo sulla tua vita, non quanto ti piacerebbe averne. Per me, fare ricerche e informarmi sulla mia malattia e scriverne, mi fa pensare che sto facendo qualcosa di positivo per combatterla.

Lydia
DIAGNOSI NEL 2008

EMOZIONI

Che cosa mi tira su?

Camminare, fare attività fisica, avere un atteggiamento positivo. Sono sempre stata una che punta in alto, una che lavora sodo.

Davvero, la prima cosa che mi aiuta è la fede. Grazie alla fede sono riuscita a vedere il lato positivo. Ho sempre avuto fede, ma mai la fede che ho adesso.

Superare i giorni no

Non posso essere negativa, perché mi impedisce di avere il controllo delle cose. A volte mi sento triste, ma basta che alzi lo sguardo al cielo per dire “OK”.

Ogni giorno è un dono e devo godermelo, non essere depressa, non essere triste. Non ho tempo da perdere così.

Marc
DIAGNOSI NEL 2011

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La maggior parte delle persone si stupisce per il mio modo di reagire, perché cerco di mantenere un atteggiamento positivo, ma naturalmente anch’io ho i miei giorni no.

In uno di quei giorni, è probabile che vada online a leggere vari blog o che posti domande su un blog tipo: “Ehi, oggi mi sento così, tu cos’hai fatto per venirne fuori?”

Ascolto ciò che hanno fatto gli altri e me ne faccio un’opinione. Ho inoltre scoperto che dormire è un’eccezionale via di fuga.

Richard
DIAGNOSI NEL 2004

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Tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno, per cui non lascio che questa cosa mi abbatta. È frustrante a volte, e quando non va bene.

Ma di contro, a volte la prendo come uno scherzo. Devo però stare attento a non spingerlo troppo oltre! Penso sia importante guardare al cancro con un po’ di spirito, in questo modo si sentono tutti un po’ più sollevati.

Non voglio che la gente si preoccupi per me o si senta dispiaciuta per me. La mia vita è bella. Davvero.

Nella vita è importante avere alcuni amici davvero stretti con i quali poter essere se stessi. Soprattutto quando hai una malattia come questa.

Susan
DIAGNOSI NEL 2011

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Ho i miei amici e ho la mia famiglia, ho la mia bellissima casa in questo posto meraviglioso e non sono triste. Davvero.

Non voglio essere il paziente malato. Sappiamo che il cancro al polmone può colpire in qualsiasi momento. Potrei finire per essere dipendente dall’ossigeno, lo so, per cui devo godere di ogni singolo, meraviglioso, splendido giorno che mi è dato. Si impara a essere molto più riconoscenti.

Le tue priorità cambiano e quando al mattino ti svegli e non tossisci, e sei felice e hai fame, ringrazi il Signore, ringrazi l’universo, ringrazi chicchessia, ma non dai più tutto questo per scontato come io facevo prima. Non è un gioco, questa malattia ti terrorizza, ma non ti devi abbattere. È ciò che dico alle persone quando vengono a sapere di avere il cancro o quando qualcuno mi chiama chiedendo: “Posso dire alla mia amica di chiamarti?”

Certo che possono. E ciò che dico loro è: “Non puoi prescriverti i farmaci, ma puoi mantenere l’atteggiamento positivo di una persona in salute.” È la tua unica scelta, se getti la spugna non avrai alcuna possibilità.

Devi essere forte e positivo in ogni modo possibile. Credo davvero che questa sia una delle cose migliori che faccio per me stessa.

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