Viaggi

Contributi di

Queste sono le esperienze, le opinioni e i punti di vista personali delle persone che ti presentiamo in queste storie. Poiché la tua situazione potrebbe essere diversa, potresti non riconoscertici.

Craig
DIAGNOSI NEL 2013

VIAGGI

Abbiamo avuto la fortuna, ogni anno negli ultimi sei anni, di poter andare alle Hawaii. Quando sono lì, gioco molto a golf, mi concedo i piaceri della buona cucina e del buon bere e tanto relax, cosa di cui ho bisogno.

Dal 2006, durante l’estate facevo volontariato in un campo estivo per bambini – per ironia della sorte, malati di cancro – ma negli ultimi due anni non me la sono più sentita. Avrei dovuto convivere in una casetta assieme a dieci ragazzi di 10 anni per cinque giorni. Mi avrebbe richiesto troppa energia. Ma questa è probabilmente l’unica situazione in cui ho dovuto fare un passo indietro.

Dann
DIAGNOSI NEL 2006

VIAGGI

Vado alle Hawaii un paio di volte all’anno e oggi più che mai faccio tesoro di questi momenti. Le vacanze sono rinvigorenti. Aiutano a fare il pieno di energie e offrono l’opportunità di riflettere e pensare alle cose importanti.

Abbiamo anche un posticino dove rifugiarci nella parte orientale dello Stato e cerchiamo di andarci nei fine settimana, ogni volta che possiamo. Andiamo a fare escursioni, nuotiamo, ci rilassiamo in un idromassaggio e pensiamo ad altre cose, non al cancro.

Deena
DIAGNOSI NEL 2012

VIAGGI

Viaggiare è sicuramente una delle cose che mi sono ripromessa di fare. Voglio girare, voglio vedere la Cappella Sistina.

Il recente viaggio in Florida è stato il primo dal mio ultimo intervento che Roger e io abbiamo fatto da soli. È stato meraviglioso essere lì, rivivere i bei momenti che avevamo prima della malattia.

Abbiamo preso alcune precauzioni, come assumere integratori per rafforzare il nostro sistema immunitario.

Dovevamo versare una cauzione per l’abitazione. Io dovevo fare una TAC e volevo assicurarmi che non avremmo perso i soldi della cauzione se qualcosa ci avesse impedito di andare. Ero consapevole dei possibili imprevisti.

Abbiamo volato con Southwest Airlines perché ti offre la possibilità di cambiare i voli senza pagare penali. Cerchiamo sempre di volare con Southwest Airlines perché, in questi casi, non devi pagare alcun extra. Se per qualsiasi ragione non puoi prendere il volo, puoi cambiare la prenotazione.

Avrei dovuto informarmi di più sulle strutture sanitarie del posto per sapere dove si trovavano. Non mi è venuto in mente, ma la prossima volta me ne ricorderò.

Diane
DIAGNOSI NEL 2013

VIAGGI

Negli ultimi 10-15 anni sono andata una volta all’anno a St. Croix nelle Isole Vergini, è una specie di ritrovo di famiglia. Andiamo tutti là. Ma l’anno in cui mi è stata diagnosticata la malattia, questa tradizione si è interrotta. Nella primavera del 2014 ho deciso di riprovarci. Ero in ansia perché temevo di non farcela, ma alla fine si è rivelato qualcosa che sono in grado di gestire. Sei tu a non pensare di farcela, ma in realtà ce la fai.

Quando ricevi una diagnosi ditumore, non credi che potrai mai riprenderti. Io pensavo che non avrei più rivisto St. Croix e invece è accaduto. Ed è stata una bellissima sensazione!

Nei primi momenti dopo la diagnosi ti senti sopraffatta perché pensi che la vita che conoscevi sia finita, ma non è così. C’è sempre speranza. Inizi ad apprezzare qualsiasi cosa e a vivere appieno la vita.

Vivi ogni giorno al 100% – non lo dico tanto per dire, è quello che fanno i malati di cancro!

Emily
NED (NESSUNA EVIDENZA DI MALATTIA) DA DUE ANNI

VIAGGI

Bevo un tipo particolare di acqua alcalina e, quando viaggio, mi assicuro di spedirne sempre un po’ dove vado per averla al mio arrivo. In questo modo la mia routine non subisce variazioni e a me sembra di fare qualcosa di utile per il mio fisico quando non sono nella mia città. Porto con me tutte le mie vitamine, i miei integratori e altre cose utili che ho scoperto nelle mie ricerche.

In generale, sono molto consapevole del fatto che il mio sistema immunitario sta recuperando e devo stare attenta ad ammalarmi il meno possibile. Si tratta solo di fare un po’ più di attenzione.

L’anno scorso siamo andati a Cancun e non ho fatto alcuna attività extra, non ce l’avrei fatta.

Quest’anno, quando siamo ritornati, è stata una vera sorpresa scoprire cos’ero in grado di farne. Sono riuscita a scalare una rovina di 10 piani, un successo enorme per noi. Penso che sia stato davvero importante durante il mio percorso, e soprattutto dall’intervento, misurare i miei successi rispetto all’anno precedente e a due anni prima.

È tutta una questione di porsi piccoli traguardi. Noi cerchiamo di non dimenticarne neppure uno. Nel corso della terapia abbiamo festeggiato tutto. Secondo me è fondamentale a livello psicologico per quello che i pazienti attraversano.

La cosa più difficile da fare è stato arrivare a comprendere e accettare che non potevo occuparmi di tutto. Mio marito e io abbiamo deciso senza alcuna esitazione che la mia priorità era prendermi cura di me stessa. A volte la lavatrice, altri lavori o commissioni restavano da fare. Non sono importanti, l’importante è comprendere che non si può far tutto, che la salute è la tua priorità. Se lo fai, stai facendo ciò che è giusto per te.

George
DIAGNOSI NEL 2013

VIAGGI

George

Per i viaggi lunghi, cerco sempre di essere vicino a dove voglio recarmi per evitare di sprecare tempo ed energie spostandomi dalla periferia al centro città o dalla città alla campagna.

Ora prendiamo in considerazione l’assicurazione viaggi, anche se al momento sto davvero bene, perché se pianifichiamo un viaggio tra sei mesi e investiamo una discreta somma, vogliamo essere coperti.

Ormai quasi tutte le compagnie di crociera, o simili, offrono l’assicurazione viaggi, ma spesso sotto forma di credito con la società. Non è la soluzione ideale se hai una malattia che potrebbe impedirti di fare un nuovo viaggio.

A me piace molto pianificare una vacanza, mi offre l’opportunità di pregustarmela di più rispetto a prima.

Linda

Anche fare tappe intermedie. Stiamo attenti, quando pianifichiamo il viaggio, a non dover guidare per più di sei ore. Questo è un piccolo cambiamento rispetto al passato.

Non voglio andare in un paese che non fornisce cure mediche di livello eccellente, aperte e a costi accessibili e dove non parlo la lingua del luogo. Queste condizioni hanno cambiato le possibili mete.

In aereo, paghiamo un piccolo sovrapprezzo per avere più spazio per le gambe, cosa che non abbiamo mai fatto prima. Sono 40 o 50 dollari a volo. Non so se sia dovuto all’età o alla malattia!

Janet
DIAGNOSI NEL 2011

VIAGGI

Ora che seguo una terapia mirata e che da un paio di anni sono NED (con nessuna evidenza di malattia), e mi sento in salute, sto riacquistando il coraggio necessario per tornare a viaggiare all’estero.

Lo scorso dicembre sono andata a Cancún, in Messico. Per la maggior parte del tempo sono rimasta seduta sul balcone o in spiaggia ad ascoltare le onde. È stato splendido.

All’improvviso ho realizzato che c’era di nuovo un po’ di normalità nella mia vita. Fa una grande differenza. È stato così bello fare qualcosa che fanno tutti.

Ora mi sento sufficientemente pronta per un viaggio in Europa. In effetti, l’abbiamo già programmato!

Pulsossimetro

Porto con me un pulsossimetro da viaggio che non solo controlla il mio battito ma anche la concentrazione di ossigeno nel sangue. Mi permette di capire se il mio livello di ossigeno è sceso troppo e mi serve integrarlo o se semplicemente mi basta rallentare un po’.

Ossigeno in volo

Una volta ho portato con me in aereo una bombola di ossigeno. Sapevo che dovevo avvisare prima la compagnia che avrei portato dell’ossigeno a bordo, dovevo avere il certificato del medico e l’attrezzatura doveva essere certificata FAA. Ciò che non sapevo è che in casi come questo un posto non equivale a un altro.

Avevo prenotato un posto lato corridoio. Quando mi sono seduta e l’assistente di volo ha visto che volevo usare una bombola di ossigeno durante il volo, ho dovuto spostarmi vicino al finestrino. La compagnia aerea non vuole che si appendano cavi che potrebbero ostacolare l’uscita delle altre persone in caso di emergenza.

Assicurazione viaggio

Se hai un cancro al polmone in stadio avanzato, le assicurazioni viaggio sono molto più restrittive. Alcune polizze non mi coprono. Con altre è necessario dichiarare di avere il cancro al polmone al momento della prenotazione. Devo acquistare l’assicurazione viaggio entro una settimana dalla prenotazione, altrimenti la compagnia assicurativa non copre le malattie preesistenti.

Ho parlato con altri malati di cancro al polmone che viaggiano molto: i pazienti in metastasi non smettono di vivere solo perché hanno il cancro.

Lydia
DIAGNOSI NEL 2008

VIAGGI

Prima della diagnosi non ho mai lasciato il Paese.

Da allora, mia sorella mi ha portato in crociera tre volte in Messico e in America Centrale. E ho viaggiato in modo diverso.

Prima avevo paura. Ora, dopo quello che ho passato con il cancro, ho trovato il coraggio di fare tutto almeno una volta.

La spesa

Di solito vado presto, quando non c’è nessuno, perché ho paura che qualcuno possa avere l’influenza. Non vado dove c’è tanta gente.

Marc
DIAGNOSI NEL 2011

VIAGGI

Non posso guidare a lungo. Di solito il pomeriggio devo fare un pisolino di una o due ore.

Prima di avere il cancro, generalmente prendevo un aereo dalle quattro alle cinque volte al mese. A dirla tutta sono tra quelli che hanno volato per oltre 1 milione di miglia, ma la raccolta punti ha subito un brusco arresto nel 2011.

Da quando mi hanno comunicato la diagnosi ho volato due volte. In realtà temo i posti troppo affollati, perché non voglio prendermi qualche infezione. Ora viaggiamo rimanendo nei dintorni. Preferiremmo fare una crociera ma è da qualche anno che non ne facciamo una.

Richard
DIAGNOSI NEL 2004

VIAGGI

La mia vita di oggi la definisco la mia nuova normalità, perché è molto diversa da com’era undici anni fa.

Ho una funzionalità polmonare limitata per via della pneumonectomia, quindi so che ci sono cose che posso e cose che non posso fare.

La mia qualità di vita è ancora ottima, ma so che non posso portare due buste della spesa, che non posso salire due o tre rampe di scale. Dunque devo essere pragmatico. Lo stesso vale quando viaggio. Non vado in posti ad altitudini elevate perché so che non starei bene. Devo solo fare attenzione e informarmi bene se vado in un posto nuovo.

Amo viaggiare, e mi spingo a farlo. Poi, quando torni a casa, è bellissimo, è come se avessi portato a termine qualcosa che non credevi saresti stato in grado di fare. Sono stato in Germania, in Svizzera e in Messico e ho girato tutti gli Stati Uniti. Ma non posso più “andare all’avventura” come un tempo. Voglio fare queste esperienze, ma con cognizione. È meraviglioso, mentalmente per me, avere ancora questo genere di stimolo.

Stephanie
DIAGNOSI NEL 2012

VIAGGI

Prima, se dovevo affrontare un viaggio di tre ore per andare a trovare la mia famiglia, saltavo in macchina, facevo benzina e guidavo a destinazione senza mai fermarmi.

Ora non più. Mi piace fermarmi lungo il percorso, scoprire qualcosa che non avevo mai visto prima, gironzolare. Più lungo è il viaggio, più soste faccio.

Lunghe distanze

L’unica cosa che devo essere sicura di avere con me sono le mie medicine. Sono la prima cosa che metto in valigia, e ne metto sempre qualcuna in più caso mai ne perdessi.

Volare mi rende molto nervosa. A causa del mio sistema immunitario. Mi ritrovo sistematicamente seduta accanto a uno che starnutisce e tossisce!

Mi lavo le mani scrupolosamente e se dovessi indosserei una mascherina durante il volo, ma finora non è stato necessario.

Se andassi alle Bahamas o lasciassi il paese per fare una crociera o cose simili, prima controllerei le strutture mediche del luogo di destinazione.

Non mi affanno per le cose di poco conto. Non mi interessano, a meno che non sia necessario. È un atteggiamento che si riflette su ogni altro aspetto della mia vita. Prima ero apprensiva, in famiglia lo siamo sempre stati. Adesso semplicemente non ci penso.

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